Quale può essere il motivo che spinge un’operatrice, due mamme ospiti di Casa Adriana insieme ai loro bambini e a due volontarie a sfidare il caldo di un pomeriggio assolato di luglio? La piscina, lo shopping? No, niente di tutto questo. È stata la voglia di conoscere il contesto in cui operano, vivono e crescono a farli uscire e a visitare il quartiere di Quarto Oggiaro, che ormai da sei anni ospita CasArché

A destra Aaron Paradiso di fronte a uno dei murales intorno a Villa Scheibler

A guidarli nell’interessante giro esplorativo è stato Aaron Paradiso, narratore di comunità e presidente di Spazio Baluardo, che, con la sua vastissima conoscenza in materia, le ha accompagnate nel ripercorrere alcuni passaggi cruciali della storia del quartiere. Il punto di incontro e di partenza della camminata è stato proprio il centro di aggregazione, specialmente, per i giovani all’interno del parco di Villa Scheibler.

Dopo averne approfondito le origini e le attività, il gruppo ha deciso di concentrare l’attenzione sui murales, che sono simbolo identificativo del quartiere e ne testimoniano la storia di lotta, impegno civile e riscatto sociale. Come sottolineato da Aaron, infatti, “la street art [N.d.C. ne abbiamo scritto anche in questo articolo per ArchéBaleno] è una formula per raccontare, è una narrazione immediata e tangibile che rappresenta bene lo spirito del nostro quartiere“.

Dopo aver appreso i significati delle opere che abbelliscono le mura del parco di Villa Scheibler e aver ascoltato alcuni aneddoti e curiosità su quello che una volta era un borgo autonomo, c’è stata l’occasione di confrontarsi e ragionare insieme su come ognuna delle donne presenti lo percepisca e lo viva. Nonostante il pregiudizio e lo stigma che gravano su Quarto Oggiaro, sia le mamme che le volontarie hanno sottolineato che “è molto diverso da come era in passato e soprattutto da come viene descritto. Emblematiche sono state le parole di Alexandra, una giovane mamma di Casa Adriana,

“io mi sento al sicuro a camminare per queste strade. Ormai mi sono affezionata al quartiere: è il luogo in cui la mia vita è ripartita”.

Il punto di avvio del tour di fronte a Spazio Baluardo

La breve e coinvolgente esplorazione di Quarto Oggiaro è stata un’opportunità per tutte: hanno conosciuto più a fondo il contesto che attraversano quotidianamente, scoprendo aspetti inediti del quartiere. Le sue risorse e le sue ricchezze sono visibili solo andando oltre la superficie.

Quella di Quarto Oggiaro è una storia di impegno cittadino che parte dal basso, una storia di speranza, di ricerca e valorizzazione delle risorse e del positivo per cui vale la pena lottare. Una storia che si rispecchia nelle vicende di molte mamme accolte da Arché in quartiere e non che, nonostante un passato difficile, trovano la forza e il coraggio di ricercare il bello e di continuare a lottare ogni giorno.