“La sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti” (Papa Francesco, Laudato si’, 13).

Fondazione Arché adotta pratiche e compie scelte tese a ridurre il proprio impatto ambientale e a preservare il più possibile l’equilibrio della nostra casa comune. Nella prassi quotidiana degli uffici, nelle proposte culturali e anche nei criteri edilizi. Perché le dimensioni ambientali, umane e sociali sono dimensioni di una stessa realtà e le strategie da sviluppare devono essere capaci di affrontare la crisi socioambientale nel suo insieme e nella sua complessità.

Nella vita quotidiana questa sensibilità ecologica (nel senso di ecologia integrale, quindi) si è espressa sia in scelte molto concrete messe in pratica nelle aree progettuali e nella aree di supporto, sia in iniziative culturali volte a crescere una maggior consapevolezza. Si scoraggia lo spreco alimentare, mettendo in tavola il cibo in eccedenza proveniente da mense scolastiche e aziendali, portato tre  volte la settimana da Siticibo e Banco Alimentare, e si favorisce la cultura del riuso, attraverso la raccolta differenziata e l’uso di tazze per il caffè invece dei bicchierini di plastica; complessivamente stiamo riducendo significativamente l’uso della plastica anche grazie alle borracce made in Arché.

Azioni che si rispecchiano nella cornice di senso già proposta dal calendario del 2019, in cui ci chiedevamo come sviluppare poteri normali e vivere felici: il bene comune è frutto di scelte quotidiane e restituisce benessere a tutti.

Per quanto riguarda la Corte di Quarto, il nuovo edificio inaugurato a dicembre all’interno del cortile di CasArché a Milano e destinato anche all’accoglienza di mamme e nuclei con bambini impegnati a costruire la propria autonomia, sono diverse le soluzioni ecofriendly, pensate e realizzate dallo studio 23Bassi. Tutti e quattordici gli appartamenti, infatti, appartengono alla classe energetica A3, con una ridotta dispersione energetica e un’emissione di CO2 complessiva pari a 9,29 kg/mq all’anno. Decisamente innovativo è anche il sistema di produzione di energia dell’edificio: la caldaia non è presente e il riscaldamento e l’acqua calda sono assicurati dalla pompa di calore che, insieme, all’impianto fotovoltaico sul tetto permette alla Corte di Quarto di essere all’avanguardia nel campo della sostenibilità ambientale.

Un risultato possibile anche grazie alle soluzioni adottate per limitare il più possibile gli sprechi e la dispersione energetica al suo interno: è presente un impianto di ventilazione meccanica controllata per recuperare il calore per il ricambio d’aria, è stato inserito un doppio strato isolante, di polistirene e lana di roccia, sono istallati fancoil, impianti di termoventilatori, che si spengono quando si aprono le finestre nelle camere.

Per quanto riguarda CasArché, sede fino a qualche anno fa di un asilo gestito da una congregazione religiosa, l’efficienza energetica dell’edificio sconta i limiti tipici di una costruzione del secolo scorso. Nonostante ciò, sono stati messi in atto dei cambiamenti utili a migliorare la sostenibilità ambientale della struttura dove si trovano alcuni uffici di Fondazione Arché. Sul tetto, ad esempio, è stato installato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica mentre per la produzione di acqua calda sanitaria è presente un impianto solare termico.

I passi da fare sono molti altri e, come dice il personaggio di Bilbo Baggins a suo nipote nel film La Compagnia dell’Anello: “È pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via”. Ma noi non siamo soli, Arché è composto da volontari, beneficiari, amici, operatori, sostenitori: racconteremo anche i prossimi passi così che, insieme, potremo dirigere al meglio i nostri piedi. Lasciando impronte di pace sul sentiero.