solidarietà

A distanza di un anno dallo scoppio della pandemia, siamo ancora in uno stato di emergenza che da sanitaria è diventata, soprattutto, economica. E anche a San Benedetto del Tronto non si vedono miglioramenti significativi all’orizzonte: le richieste di aiuto continuano ad arrivare. Sono famiglie in grave difficoltà perché uno o entrambi i genitori hanno perso il lavoro e di conseguenza, hanno sempre più difficoltà a star dietro a bollette e affitti.

I volontari e le volontarie di Archè non fanno mancare il loro contributo, senza sosta. La distribuzione di viveri continua: ogni 15 giorni ci sono persone che vengono, prendono e consegnano i viveri di ogni genere messi a disposizione da persone generose e attività solidali. Sono panifici e pizzerie che, nonostante comincino a sentire le difficoltà anche loro, continuano a voler dare una mano e a condividere il più possibile.

Ma fino a quando riusciremo a garantire un supporto così indispensabile?

Se il numero delle famiglie con bisogno soprattutto economico dovesse aumentare ancora?

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La nostra presenza aiuta, fuor di dubbio. Ci ringraziano come se avessimo dato loro davvero un giorno di speranza in più. Con occhi colmi di lacrime e una forza che sembra stia svanendo, mettono da parte ogni tipo d’orgoglio e chiedono aiuto con grande umiltà. Ognuno ha la sua storia tra aspirazioni e difficoltà: qualcuno vorrebbe ritrovare un lavoro, qualcun altro ci racconta che mangia pane bruscato con olio quasi tutte le sere.

Per tutti, sono i figli la preoccupazione principale. “Papà, mamma, quando smetteremo di mangiare solo pasta e ceci?”, è la domanda che spesso, troppo spesso, si sentono rivolgere. Alcuni sono disposti a incolonnarsi alla Caritas per chiedere un pasto e lasciare qualcosa in più da mangiare ai propri cari. Anche il riscaldamento è un pensiero fisso: il timore di una bolletta alta non lascia dormire sereni e diversi preferiscono lasciare il riscaldamento spento.

Ma in Arché, seppur si cominci anche tra i volontari e gli operatori a sentire la stanchezza, non si molla mai.

La forza di saper chiedere aiuto e di mettersi a disposizione ancora è viva e si cerca di raggiungere il raggiungibile con i mezzi possibili, anche se scarseggiano. Il sostegno di volontari e aziende amiche non viene meno. A febbraio, grazie a Fondazione Deloitte, siamo riusciti a consegnare a 12 famiglie con bambini in età scolare un computer non solo utile, ma necessario per seguire le lezioni on line durante i periodi di chiusura a causa dell’emergenza. Una vera boccata d’ossigeno alle famiglie è arrivata grazie ai dipendenti di Deloitte che, nell’ambito del Gift Matching Program, hanno raccolto una cifra considerevole che la Fondazione ha raddoppiato, permettendoci di garantire un buono spesa di €50,00 a tutte le famiglie seguite.

La solidarietà del territorio non si è mai fermata: ci sono stati anche donati salumi interi che i volontari hanno affettato e messo sotto vuoto in modo che potessero essere distribuite alle famiglie. È stata una vera e propria catena di montaggio della solidarietà che lascia accesa una piccola fiamma di speranza in queste persone.