Cari amici, volontari e operatori di Arché,

come avete saputo mercoledì 1° ottobre, nelle prime ore del mattino, Spinikah Nyaboke Ratemo, nostra operatrice a Kisii (Kenya), si è spenta presso l’ospedale missionario Christa Marianne di Kisii.

Spinikah era collaboratrice di Arché dal maggio 2008 per il progetto prevenzione HIV nelle scuole promosso dalla Fondazione in collaborazione con l’ufficio sviluppo della diocesi di Kisii. Componente femminile del team di facilitatori che insieme a Marco svolge il programma nelle classi, ho avuto modo di conoscerla e di assistere un giorno all’abilità con cui si interfacciava coi ragazzi sfidandoli a dialogare sui temi rilevanti del rischio, dell’affettività e della prevenzione dell’HIV, un argomento da lei molto sentito.

Nata il 28 settembre 1977, Spinikah si spegne al compimento del suo trentasettesimo anno d’età. Lascia un figlio quattordicenne Ronaldo, studente di seconda superiore: vi sarà capitato di vederli perché Ronaldo e sua madre sono i protagonisti di uno degli episodi di It’s up to you, video educativo realizzato da Arché girato proprio in Kisii.

So per certo che molte persone in Kisii devono l’accettazione della propria condizione di sieropositività al sostegno psicologico e conforto emotivo offerto loro da Spinikah dopo la comunicazione della notizia da parte dei sanitari. Come scrive Marco: «Non si tirava mai indietro quando si trattava di aiutare una persona a superare la difficoltà di accettare la propria sieropositività o qualcuno le chiedeva di andare ad incoraggiare una persona, giovane o anche più anziana di lei, che stava affrontando un momento difficile per conflitti familiari. Certamente Spinikah è la persona con cui ho lavorato sinora in Kenya, Karungu inclusa, che abbia stimato di più per serietà nel proprio lavoro, se non per competenza specifica».

Vogliamo essere vicini a Ronaldo in questo momento anzitutto con la nostra preghiera e la nostra fede. Una fede che non è facile perché è una fede che passa attraverso la durezza della morte, ma noi crediamo che Dio non ci abbandona, mai. Quel Dio che ci ha fatto il dono più bello, qual è la nostra vita, non può certo abbandonarci in balia della morte. La vita non si riduce a biologia, a cellule che si decompongono, noi siamo di più del nostro corpo… lo testimonia l’amore che Spinikah ha vissuto nel suo impegno sociale. Ebbene questo amore non viene cancellato dalla morte, anche se dobbiamo passare attraverso questo duro sentiero per poterci fidare di Dio e credere che come non ha abbandonato suo figlio Gesù, così non abbandona nemmeno noi, nemmeno Spinikah. Gesù ci dice nel vangelo di Luca che «Il Signore è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi» (Lc 20,38). In questo «di» ripetuto più volte è racchiuso il segreto della vita dopo la morte. È una sillaba breve come un respiro, ma contiene la forza di un legame indissolubile. Siamo così legati a Dio che lui ci considera parte integrante di sé, Dio ha legato la sua eternità alla nostra. Siamo tutti figli «di» lui, anzitutto.

Ma c’è un secondo modo in cui vogliamo essere vicini a Ronaldo, proprio perché ci sentiamo una grande famiglia, vi propongo di impegnarci a sostenerlo nel proseguire gli studi. Per questo, vi rivolgo un intenso invito affinché possiamo assicurargli quanto serve perché possa studiare ancora per i prossimi due anni e portare così a termine almeno la scuola superiore. Se vuoi aiutare Ronaldo collegati al sito www.arche.it cliccando su “Dona ora” e specifica nella voce Progetti: «Spinikah».

Che il Signore accolga Spinikah nella sua misericordia e sostenga Ronaldo nella sua crescita,

p. Giuseppe