Il Natale è davvero alle porte. Lo senti nell’aria che qualcosa di importante sta per accadere. Non è più soltanto una festa religiosa, purtroppo direbbe qualcuno, ma porta con sé atmosfere, valori e tradizioni che sono sedimentate non solo negli animi dei bambini. Nell’anno segnato e stravolto dalla pandemia da Covid-19, si percepisce un diffuso senso di incertezza e impossibilità a ripetere il mondo già vissuto: forse è una buona occasione per poter ripensare a tutto ciò che spesso si dà per scontato. I regali ad esempio.

Il lockdown, prima, e le zone rosse, poi, hanno costretto le persone in casa. Allora che si fa? Acquistiamo sulle piattaforme online. E i volumi d’affari di una di queste, la più conosciuta, schizzano in modo esponenziale. Senza quasi accorgercene un nuovo Golia si sta imponendo: sembra quasi non si possa fare altrimenti. Eppure un modo diverso è sempre possibile. Anche nei regali. 

Un esempio molto bello e creativo è quello di un libraio milanese, Luca Ambrogio Santini che per anni è stato titolare di una grande libreria fino a quando ha chiuso i battenti nel 2015. Luca non si arrende allo strapotere di Amazon e decide di mettere in piedi la più piccola libreria al mondo, solo due metri quadrati: quelli del suo carretto legato alla bici che, come un don Chisciotte, sfida i mulini dei giganti del web. Mette a frutto la sua esperienza e fa pure consegne a domicilio, anche più rapidamente.

Il ciclista-libraio è solo una delle risposte alla crisi delle piccole librerie: in America a febbraio è nato Bookshop.org con l’obbiettivo di ridistribuire i profitti alle realtà librarie che non hanno i margini di mercato delle grandi catene. Il suo cugino italiano si chiama Bookdealer, la piattaforma delle librerie indipendenti.

Per chi, invece, preferisca ancora entrare in una libreria, perdersi tra i volumi esposti e improvvisare un duetto con il libraio, esperienze ne sono fiorite in tutta Italia. Se si vive a Milano, si può andare al Covo della Ladra, in zona via Padova, dove pochi metri quadrati ospitano centinaia di libri. Una libreria che ha il sapore di un luogo conosciuto con la libraia che fa gli onori di casa, suggerendo libri e organizzando presentazioni. 

Oltre ai libri, regali a misura d’uomo si possono trovare anche in tanti altri ambiti. Come quello della moda: c’è chi come Alessandro Ferrari ha dato un occhio sia alla moda sia alla produzione etica e sostenibile, ideando il brand A.P.E. Social Wear. Abbigliamento, accessori e gadget realizzati in cooperative sociali dove lavorano ragazzi disabili.  

Oppure quello della mobilità su due ruote che, tra bonus-bici e divieti di circolazione, sta conoscendo un vero e proprio boom. Anche qui c’è chi tenta di tenere insieme etica e economia: è il caso della Ciclofficina Sociale di Cormano, dove vecchie bici donate riprendono vita grazie alle mani di giovani, migranti e autoctoni, che così hanno un’occasione di lavoro. E si alimenta un circuito economico sostenibile, ecologico e capace di generare relazioni: il vero plusvalore che possiamo scambiarci.

Anche il turismo, con lockdown e chiusure, ha trovato una variante ecosostenibile e letteralmente a km (quasi) zero. Può essere l’occasione di esplorare meglio ciò che spesso distrattamente ci appare ogni giorno sotto gli occhi e nemmeno ci facciamo caso. Angoli di città meravigliosi e ricchi di storia. Musei a cielo aperto. E anche il non poter andare al ristorante diventa occasione per scambiare cibi e assaporare nuovi sapori che il vicino di casa può far scoprire. Come accade spesso alla Corte di Quarto dove culture, sapori, colori e tradizioni si mescolano in una ratatouille davvero gustosa. Diventando un antidoto alla sensazione che la pandemia ci abbia portato via tutto.

[e non dimentichiamoci i doni solidali di Arché!]