“Cosa vorresti cambiare nel tuo quartiere?”. “Il suo nome”.

Ha risposto così, lapidario, Ludovico durante il primo incontro del percorso educativo “La città che vorrei” promosso da Fondazione Arché all’interno della scuola media dell’Istituto Comprensivo “Trilussa” in via A. Graf a Quarto Oggiaro. “Quando dico di abitare qui, la gente sgrana gli occhi e mi dice di tenere stare attento quando vado in giro, perché è un quartiere pericoloso”, ha spiegato lo studente, sottolineando che, in realtà, nonostante le dicerie e i pregiudizi,

viverci è tutt’altra cosa: Quarto Oggiaro è un posto tranquillo“.

 

Guidati dagli insegnanti e dalle operatrici di Arché, i ragazzi e le ragazze dell’istituto hanno parlato della loro quotidianità in un quartiere come Quarto Oggiaro e in una città come Milano. Alla domanda “cosa vorrei?” una studentessa ha risposto “più case per tutti, soprattutto gratis per le persone che non hanno soldi“.

Oltre alla domanda “cosa vorresti cambiare?” a stimolare risposte significative, come la richiesta di avere più negozi “etnici” a testimonianza della presenza nella classe di tanti giovani di seconda generazione, è stato anche il quesito “cosa vorresti mantenere?”: in diversi hanno fatto riferimento ai parchi e alle aree verdi che, soprattutto in un quartiere come Quarto Oggiaro, permettono ai più giovani di incontrarsi e di stare in compagnia.

L’incontro con i ragazzi delle medie dell’Istituto Trilussa è stato il primo di un ciclo di quattro che coinvolgerà i ragazzi e le ragazze di terza media in un percorso di cittadinanza attiva all’interno del progetto “QuBì- Ricetta Gourmet: la ciliegina sulla torta” con l’obbiettivo di monitorare le condizioni di bambini e preadolescenti e di dare risposte mirate ai loro bisogni emotivi.

In particolare, l’Area Cittadinanza di Fondazione Arché è impegnata con le classi terze, 3° A e 3° B, presso l’istituto di via Graf per stimolare i ragazzi e le ragazze a riflettere sul quartiere di Quarto Oggiaro, che abitano e vivono quotidianamente.  Negli incontri si vuole dar loro voce, portandoli ad avere un atteggiamento proattivo nei confronti del quartiere, portandoli a riflettere sul rispetto degli spazi pubblici e a sviluppare un senso di appartenenza che li faccia sentire cittadini attivi. I contenuti con le proposte per dare una nuova identità ai luoghi del quartiere diventeranno delle proposte da presentare alle autorità del Municipio 8.

L’ultimo incontro si svolgerà presso un locale confiscato alla mafia e concesso in comodato d’uso dal Comune di Milano a Fondazione Arché nel nord di Milano. Sarà in questo spazio che i ragazzi e le ragazze avranno l’opportunità di mettersi alla prova con la radio, registrando una puntata sul web che sarà possibile ascoltare in podcast.