quell'anno era tutto strano

Era il mattino di Pasqua… come di tante Pasque passate. Ma quell’anno tutto era strano. Giuda si era illuso di fare affari lucrando sulla percentuale dell’esclusiva, ma poi si era arreso allo specchio della coscienza. Pietro deluso s’era chiuso in casa in attesa di tempi migliori. Per Giovanni che pure vantava un’amicizia speciale, non era chiaro se fosse stato lui a sostenere la madre o piuttosto lei a consolarlo… Degli altri meno si sa, meglio è.

L’unica è lei, Maria di Magdala. Donna forse poco affidabile, certamente poco credibile. S’era infatuata di Lui. Non parlava d’altro, prima che accadesse tutto. Lui non poteva morire. Non doveva finire così il sogno di un mondo diverso in cui al mattino nell’aria frizzante di primavera ti svegliava il canto dei merli. Un mondo in cui potevi toccare il lebbroso e venivi a sapere che anche nel cuore del nemico abita una briciola di Dio. Così che potevi sederti a tavola con il ladro perché finalmente aveva capito che era altro a dare gusto alla vita, mentre Lui non si stancava di dire che in una società che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente, per essere contenti occorre sapersi accontentare. Con lui moriva l’incanto di un mondo altro, diverso.

Questa mattina non è andata al tempio a incontrare Dio: non ha potuto resistere allo slancio di andare a piangere sul corpo del suo Gesù. Per recitare i salmi sarebbero arrivati giorni adatti. Con lo sguardo di pianto corre verso l’alba.

Lui è vivo, non parla dall’oltretomba, è lì davanti ai suoi occhi: Vai, alzati, risorgi anche tu con me, le dice il Cristo, va’ a dire agli altri che ci salviamo insieme.

Così quei giovani che ieri sfilavano per le strade chiedendo ai vecchi: aiutateci a salvare il pianeta! Oggi si sentono dire dai vecchi: non siamo clienti, siamo pazienti!

Perché oggi più che mai è evidente che siamo affidati gli uni agli altri e possiamo rialzarci solo insieme.

Era, ed è oggi, il mattino di Pasqua…

p. Giuseppe Bettoni

Articolo pubblicato domenica 12 aprile 2020 sulle pagine milanesi di Repubblica.