Da sinistra: Diana De Marchi, Serenella Calderara, p. Giuseppe Bettoni e don Stefano Crespi.

Il percorso e la lunghezza erano ben diversi (ma neanche troppo più breve, testimonia chi vi ha partecipato…) ma il messaggio era lo stesso: pace, diritti umani, cura. Anche a Quarto Oggiaro, come alla sessantesima edizione della marcia Perugia-Assisi, i manifestanti hanno espresso l’urgenza della pace durante la camminata che ha attraversato il quartiere milanese. Pace nei rapporti tra le Nazioni, certamente, ma anche cura delle relazioni tra le persone nella vita quotidiana e nei confronti dell’ambiente naturale circostante, sono stati i temi più importanti dell’appuntamento di domenica 10 ottobre.

I colori delle bandiere arcobaleno hanno contraddistinto tutto il percorso della marcia della pace a Quarto Oggiaro che, partita dalla chiesa della Resurrezione in via Longarone, ha raggiunto il parco di Villa Scheibler. Giovani e meno giovani hanno animato il percorso con le loro voci, il loro entusiasmo e la loro voglia di tornare protagonisti di un mondo diverso dopo la pandemia. Vi hanno partecipato anche alcune mamme con i loro bambini della Corte di Quarto di Arché.

Organizzata dalle realtà dall’associazione Vill@perta e dalle parrocchie del territorio, la marcia per la pace a Quarto Oggiaro è stata preceduta da alcuni interventi tra cui quello di p. Giuseppe Bettoni, presidente e fondatore di Fondazione Arché. «Noi siamo per la pace, siamo per costruire una cultura di pace e di condivisione, prendendoci cura dell’altro e dicendo chiaramente che la violenza non può essere tollerabile. Di fronte ai fatti di Roma, l’invasione di una sede sindacale e di un pronto soccorso, dobbiamo indignarci e non aspettare che queste cose accadano e si ripetano perché ci riguardano!».

A chiudere la marcia la merenda per tutti e lo spettacolo teatrale della Brigata Brighella, nello spazio di Quarto Oggiaro Vivibile, all’interno del parco di Villa Scheibler.