Abbiamo letto con emozione il primo di report del progetto prevenzione dell’Aids e dei comportamenti a rischio a Chikuni, Zambia. È l’emozione che sempre accompagna l’avvio di una avventura e la speranza di essere incisivi in questa comunità, con cui lavoriamo da molti anni.
Il progetto, il primo del suo genere con i ragazzi di Chikuni, ha preso il via in alcune scuole e in tre mesi, da maggio a luglio, il team composto da Gianpietro  Gambirasio, Keith Hang’andu e Nchimunya Hacilangu ha incontrato 331 ragazzi, di età media compresa tra gli 13 a i 16 anni.

Le prime impressioni parlano di una grande curiosità di tutta la comunità per questo intervento, non solo i ragazzi dunque, ma anche gli insegnanti e i genitori chiedono di  partecipare agli incontri. Purtroppo la presenza degli adulti non agevola la discussione con i ragazzi, che intimiditi tacciono o non partecipano attivamente.

Già nei primi incontri non sono mancate testimonianze dirette di comportamenti sessuali ad alto rischio, adottati in contesti di grave immaturità personale (sono già stati segnalati casi di gravidanze in ragazzine di 12 anni) o di estrema povertà.
Anche a Chikuni le ragazzine raccontano di ricevere regali da parte di adulti che chiedono in cambio un rapporto sessuale, una “pratica” che abbiamo raccontato in uno degli episodi di It’s up to you, il video di Arché che viene impiegato nelle sessioni in classe nello Zambia come in Kenya.