Comunicato stampa

Primo giorno di Fondazione Arché nella Pediatria dell’Ospedale “Madonna del Soccorso”

 

San Benedetto del Tronto, 22 gennaio 2020 – Da ieri le famiglie, i bambini ricoverati e il personale dell’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto possono contare sul sostegno dei volontari e delle volontarie di Fondazione Arché. Saranno proprio loro a portare settimanalmente il loro entusiasmo e le loro competenze, maturate nella pluriennale esperienza con i piccoli dell’UMEE (Unità Multidisciplinare dell’Età Evolutiva), anche nei locali e nei corridoi del repato di Pediatria del nosocomio marchigiano a beneficio dei piccoli ricoverati, ma non solo.

Svolto in stretta collaborazione con il personale del reparto pediatrico, il progetto Pediatria ha l’obiettivo di aiutare la famiglia e il bambino a vivere in modo più sereno la permanenza in ospedale e l’adesione ai percorsi terapeutici. Ogni martedì dalle 10 alle 12, I volontari e le volontarie di Fondazione Arché saranno presenti nella sala giochi del reparto di Pediatria e coinvolgeranno i piccoli ricoverati in una serie di attività ludiche con lo scopo sia di favorire la cultura del gioco sano tra tutti i bambini sia di rendere meno tramautico il loro incontro con i “camici bianchi” durante la permanenza in ospedale.

«I volontari e le volontarie di Arché saranno presenti nei locali dello spazio giochi dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” tutti i martedì dalle 10 alle 12. Ma non escludiamo, dopo una prima fase sperimentale, di rafforzare il servizio», spiega Ilaria Quondamatteo, responsabile dei volontari di San Benedetto del Tronto per Fondazione Arché. «L’obiettivo è duplice: i volontari e le volontarie faranno giocare e divertire i bambini, dando così la possibilità ai genitori di vivere qualche momento di tranquillità e serenità: per mangiare qualcosa, per fare la spesa o anche solo per parlare agevolmente con i dottori». Un aiuto tanto più necessario quello di Fondazione Arché tanto più a lungo dura la degenza dei bambini ricoverati. All’inizio durerà solo per un paio d’ore a settimana, in futuro dipenderà dalle esigenze degli utenti, in accordo con la dirigenza ospedaliera.