oltre

Immagine realizzata da Rhea Jane Ibarra

Educare non significa solo trasmettere conoscenze, l’educatore/educatrice professionale aiuta le persone a vedere oltre le proprie esperienze e possibilità, oltre la storia e la vita da cui proviene una persona.

Ciò che secondo me conta nel mondo dell’educazione è guardare agli orizzonti, spingendo la persona con cui si lavora a superare i limiti imposti dalle circostanze o dalle paure.

L’educatore/educatrice professionale insegna a guardare “oltre” il presente, immaginando un futuro in cui ogni ostacolo può essere trasformato in opportunità di crescita. È un viaggio che non finisce mai anche per un professionista, perché l’educazione porta sempre a un passo “oltre”, verso la scoperta di noi stessi e dell’altro.

“Oltre”, se ci pensi, è proprio una parola potente, in grado di raffigurare la speranza, le possibilità che vanno al di là delle mura fisiche e mentali.

Fondazione Arché entra negli ambienti detentivi per sostenere mamme e i loro bambini in un percorso di crescita e di vita: in un luogo come il carcere “oltre” diventa un messaggio di rinascita, una promessa di un futuro che può essere diverso, migliore, nonostante le difficoltà attuali. Per una madre il carcere rappresenta non solo la privazione della libertà personale, ma anche una profonda separazione e ri-significazione del proprio ruolo di genitore. Il senso di colpa, il dolore e la paura di non essere all’altezza possono schiacciare.

Tuttavia, l’educazione, in tale contesto, può essere la chiave per guardare “oltre” le sbarre, “oltre” gli sbagli, “oltre” i giudizi.

L’educazione, infatti, è uno degli strumenti più potenti che una madre in carcere può ricevere e dare: non vuol dire impartire regole, ma costruire relazioni, modelli di vita, visioni del proprio futuro e di quello di un figlio.

Per queste mamme, significa imparare a essere presenti per i propri figli, anche se in modo diverso, nonché a essere modelli di resilienza, mostrando che, nonostante le difficoltà, esiste sempre un “oltre”.

Per i bambini, invece, l’educazione è il ponte che li aiuta a comprendere che nella vita si può oltre-passare ogni ostacolo, crescendo e migliorando di giorno in giorno.

“Oltre”, però, è anche un concetto e un messaggio che la società deve abbracciare. Occorre andare “oltre” il pregiudizio, “oltre” la condanna, “oltre” l’idea che il carcere sia solo un luogo di punizione. Il carcere può diventare ripartenza se, e solo se, si investe nell’educazione e nell’opportunità di fornire concretamente le risorse e gli strumenti per effettuare un cambiamento.

Da educatrice professionale che vi lavora all’interno, immagino un mondo detentivo equo che abbia almeno tanti agenti di Polizia quanti educatori e professionisti d’aiuto presenti, a sostegno delle persone che vi abitano all’interno, in quanto è la rieducazione il principale obiettivo della carcerazione, in termini di apertura e non di chiusura. È fondamentale, infatti, che l’intera società promuova programmi educativi che abbiano come obiettivo la reintegrazione e, in questo caso, il benessere dei bambini e delle madri, sapendo guardare finalmente “oltre” le colpe e immaginando un futuro intriso di riscatto sociale, giustizia sociale e amore verso l’altro.

“Oltre” significa, quindi, avere fiducia nel potere trasformativo dell’educazione, nella possibilità di un bambino che cresce con la madre in carcere di avere un domani luminoso, e che una madre, anche dietro le sbarre, possa riscoprire il suo ruolo genitoriale.

Significa credere che, nonostante tutto, ci sia sempre un modo per avere una nuova vita.

Per concludere questa riflessione mi vengono in mente alcune delle frasi riposte nella canzone 22 settembre di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, le quali mi fanno pensare sempre alle madri che ho incontrato in carcere e al mio lavoro da Educatrice:

[…] Io so di un vecchio pazzo che parla alle persone, di cose mai accadute, per vivere un po’ altrove […] E non essere mai affranto, se un sogno non si svela, ho visto gente esclusa ridere a squarciagola […] Io sento una missione e ti giuro che andrò a meta, cantare in pieno inverno per dar la primavera […]

Valentina De Fazio

📖 Lessico Resistente – p. Giuseppe Bettoni, Vittoria Veneroni e Giada Violanda
🫀 Abbandono – Martina Savi
⛔ Esclusione Sociale – Gloria Dentico
🥀 Indifferenza – Giada Violanda
🌱 Rinascita – Asia Cesareo
🌼 Accettazione – Vittoria Veneroni
❤️‍🩹 Riconoscenza – Valentina Zeghini
🛝 Attesa – Pina Pinto
🐘 Apparenza – Nicole Mezzanzanica
🗣️ Giudizio – Sara Capelli
🖼️ Determinazione – Mariuccia Magri
☀️ Esistenza – Agnese Pirolo
💧 Cambiamento – Helena Ortu
🫱🏼 Ricaduta – Elisa Cavoretto
🏠 Condivisione – Mariangela De Luca
⛰️ Possibilità – Eugenio Tagliabue
🧑🏻‍🤝‍🧑🏼 Consapevolezza – Giorgia Falanga
❤️ Razzismo – Rossella Lovecchio
🧠 Violenza – Michela Scaccia
🙌🏼 Inclusione – Paola Ciaglia
💛 Coraggio – Cristiano Valanzano