Iniziato a novembre 2009, si è appena concluso il corso di formazione per i nuovi volontari della sede di Roma. È stata l’occasione per far loro conoscere la realtà operativa di Arché, per approfondire i temi della solidarietà, condividere il senso del volontariato e il suo ruolo nei nostri luoghi di accoglienza e intervento.
Sono state alla fine sottoscritte 25 domande di adesione al volontariato presso l’associazione. Gli aspiranti volontari sono stati già affidati ai rispettivi coordinatori per avviare il tirocinio che, per lo più, si svolge in ambito ospedaliero.
Inoltre sono entrati a far parte della “squadra” Arché di Roma anche le due nuove volontarie assegnateci dal Servizio Civile Nazionale. Sono Federica e Valeria, ambedue laureate: l’una in psicologia, con una tesi sull’integrazione scolastica dei disabili, l’altra in psicologia dell’educazione. Presteranno servizio in associazione per un anno.
Anche nella sede di Milano dal 1° febbraio ha preso concretamente avvio il progetto di Servizio Civile Nazionale per tre giovani volontarie che si spenderanno per un anno a sostegno delle attività della nostra associazione, in sede, nelle scuole, nel quartiere, negli ospedali, con le famiglie e nella Casa Accoglienza. Sarà un’esperienza intensa e speriamo profondamente arricchente per tutti. Per cui con grande piacere diamo a Milano il benvenuto a Marta, Claudia e Alessandra, con le quali speriamo di condividere sogni, fatiche e gioie del tratto di strada che percorreremo insieme.

Infine nove studenti della Facoltà di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, corso di laurea in “Teorie e pratiche dell’Antropologia”, hanno frequentato il corso di formazione per gli aspiranti volontari della sede romana di Arché per poter svolgervi il tirocinio grazie a una convenzione attiva dal 2008. Sette sono stati gia inseriti nell’Area Migranti e gli altri due li raggiungeranno nel periodo marzo-luglio.
Arché considera i tirocini come un’attività importante perché rappresenta una “bussola” per lo studente ai fini dell’orientamento nel mondo del lavoro e della comprensione delle proprie inclinazioni. Soltanto sperimentandosi in attività teorico pratiche “sul campo”, sono in grado di cogliere l’integrazione tra cultura dentro e fuori l’università per ridurre la distanza fra i loro bisogni e i loro interessi da una parte e la cultura che li circonda dall’altra.