Ripensare le modalità di assegnazione del sussidio comunale a favore di chi è positivo all’HIV. A questo compito è stata chiamata Arché per la sua specifica esperienza e quale membro del Coordinamento HIV del Comune di Roma.
Dal 1993 nel bilancio capitolino sono stanziate le somme necessarie e le norme che lo regolano la sua distribuzione risalgono a quando essere sieropositivi equivaleva a una condanna capitale: l’assegnazione è di fatto automatica.
Le terapie attuali hanno cambiato la situazione e il Comune vorrebbe sostituire l’intervento “a pioggia” con più efficaci “progetti su misura”. Ma come? Archè e un ristretto numero di altri organismi sono stati così incaricati di preparare un nuova bozza di delibera.