Natale pare lontano, e a voltarci indietro si scorge ancora l’eco di una risata e il brilluccichio di una lucina negli occhi di una bimba, ma è come se fosse l’anno scorso. Beh, era l’anno scorso, il 2023, ve lo ricordate? :)

Facciamo così: vi raccontiamo una delle spettacolose feste di Natale realizzate a CasArché a Roma per crogiolarci ancora un minutino in quella sezione di tepore che dà anche un sacco di energia per quest’anno.

Quel giorno alla festa c’eravamo tutte e tutti: le famiglie, gli operatori, i volontari. Babbo Natale era tra di noi per portare magia ai bambini ma, per una volta, non gli toccava il ruolo da protagonista: c’erano infatti i fantastici clown di ComiciCamici, che hanno organizzato mille giochi e ci hanno intrattenuto per un tempo meraviglioso. Gli altri anni la festa si concludeva così, e saremmo già stati ebbri di gioia e di amicizia, ma quest’anno abbiamo voluto fare un passetto in più, per esprimere il desiderio che la nostra felicità potesse essere quella di tutte e tutti, anche fuori dal nostro Paese.

La passeggiata per la pace è stata infatti una naturale continuazione della festa: dopo esserci scambiati i regali abbiamo camminato insieme per la pace nel mondo. Prendendoci cura delle luci che portavamo, siamo partiti da CasArché, bambini, mamme, operatori e volontari, verso piazza Sempione dove abbiamo incontrato gli amici di 99noné100 e Paolo Marchionne, presidente del III Municipio, che ci ha salutato con calore.

Procedevamo in silenzio verso il Ponte Nomentano, ascoltando Imagine di John Lennon, che canticchiavamo nella mente, sorridendo tanto:

You may say I’m a dreamerbut I’m not the only oneI hope someday you’ll join usand the world will live as one

I bambini erano concentrati sulla luce delle loro candele e ponevano qualche domanda agli adulti sul senso di quello che stavamo facendo, e noialtri eravamo ben felici di rispondere. Giunti al Ponte, importante accesso alla città fin dai tempi dell’antica Roma, abbiamo avvertito nel profondo (e non so spiegarlo meglio!) che la passeggiata era arrivata a destinazione.

I ponti simboleggiano incontri e passaggi, il superamento dei limiti per unire le persone e i popoli: abbiamo letto a turno le strofe della canzone di Lennon: anche Stella, emozionata per essere stata scelta come nostra portavoce, ne ha letto un brano. Aveva attraversato Roma per essere lì (e attraversare Roma non è attraversare Milano né nessun’altra città italiana!).

Ma eravamo motivati da un proposito ben preciso: oggi tutte le associazioni che hanno a cuore i valori costituzionali dovrebbero impegnarsi per diffondere una cultura di pace, fondata su tre pilastri:

  • il dialogo fra le diverse culture, religiose, civili e politiche;
  • la comprensione fra i diversi popoli, anche quando fossero coinvolti e divisi da temporanee controversie;
  • la collaborazione fra i diversi Stati per affrontare le gravi crisi globali riguardanti l’economia e l’ambiente.

Il XXI secolo avrà l’opportunità di relegare la guerra tra gli orrori del passato oppure potrebbe essere testimone degli orrori di conflitti catastrofici a livello globale. “Occhio per occhio finisce per rendere il mondo cieco”, insegnava Gandhi. Speriamo che il nostro impegno collettivo sul ponte, con le nostre piccole luci, possa illuminare le menti e riscaldare i cuori di coloro che hanno il potere di portare la pace, noi inclusi!