La violenza all’interno di una relazione malata coinvolge e si riverbera su bambini e adolescenti. Lo certifica la “II Indagine sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia”, realizzata da Terre des Hommes e da CISMAI che hanno raccolto e analizzato i dati messi a disposizione da 197 comuni di tutta Italia.

La violenza assistita

Di questi 117 erano già stati coinvolti nella prima indagine di cinque anni fa, facendo emergere un dato interessante e allo stesso tempo ancora più preoccupante per chi si occupa di questo fenomeno: la violenza assistita, definita come “qualsiasi forma di maltrattamento compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale, economica e atti persecutori (c.d. stalking) su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative” come  “l’assistere a violenza su altri membri della famiglia”, è quasi raddoppiata in cinque anni, riguardando il 39,8% dei minorenni maltrattati nel 2018 rispetto al 20% del 2013. 

I numeri in Italia

La “violenza assistita” è solo una delle tipologie prese in considerazione dai ricercatori nella realizzazione di un dossier unico nel suo genere in Italia e utile per valutare il benessere dei minori, conoscendo quante sono le vittime e quali gli strumenti messi in atto con efficacia dalle autorità per contrastare un fenomeno ancora troppo diffuso su scala globale con un bambino ogni due vittima di violenza. In Italia le proporzioni sono diverse ma ancora questo fenomeno riguarda una fetta importante dei minori tra gli 0 e i 17 anni: mediamente 45 su mille, per un totale stimato di più di 400.000 minori, sono seguiti dai Servizi Sociali per motivi legati alla violenza variamente intesa. Che avviene, soprattutto, nell’ambito familiare come confermano i dati della ricerca di Terre des Hommes e CISMAI: “nella stragrande maggioranza dei casi – il 91,4% – gli autori di mal trattamento sono familiari”, scrivono i ricercatori.  

Gli interventi e le raccomandazioni

Per questo, tra le contromisure adottate delle istituzioni, vi sono diverse tipologie di intervento: oltre all’assistenza domiciliare e al sostegno economico al nucleo famiglia, un’altra delle opzioni è il ricorso all’allontanamento dal nucleo sia con collocamento in comunità che con affido famigliare.

A chiudere il report delle due organizzazioni, sono state inserite cinque raccomandazioni per le autorità: istituire una raccolta dati nazionale e permanente sul maltrattamento sui minori, promuovere un piano nazionale per il contrasto del maltrattamento, adottare delle linee guida sulla prevenzione e la protezione dalla violenza, armonizzare strumenti per individuare il maltrattamento sui bambini e investire le risorse necessarie per attuare le misure di prevenzione e cura.