letture estive

Siamo nel pieno dell’estate, stiamo cominciando a preparare le valige e arriva il momento della più classica delle domande:

“Cosa mi porto da leggere?”.

Beh, come per l’anno scorso, ci pensiamo noi!

Con i nostri consigli di lettura per passare le giornate al mare (o in montagna, al lago, in collina, in città e pure in pianura) all’insegna dei temi che ci stanno a cuore.

E leggetene almeno due, che a settembre vi interroghiamo! ;)

“Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini

Ormai ha quindici anni e Mariam non è mai stata a Herat.

Sulla cima di una collina, dalla sua piccola “kolba” di legno, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno della settimana in cui il padre riesce a farle visita per raccontarle di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema.

Ma queste fiabe non fanno che farla sognare di avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non potrà mai portarla: Mariam è una “harami”, una bastarda. Per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto sarebbe un affronto enorme.

Vorrebbe anche andare a scuola, ma (come le dice sua madre) sarebbe utile come lucidare una sputacchiera. Deve imparare solo a sopportare.

Laila, invece, è nata a Kabul ad aprile del 1978, la notte della rivoluzione.

A soli due anni vede i suoi fratelli arruolarsi nella jihad e per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere.

Per Laila, Tariq è il suo unico vero fratello: il bambino dei vicini che ha perso una gamba su una mina antiuomo, ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra.

Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, con storie diametralmente opposte, ma sarà la guerra a farle incontrare in modo imprevedibile.

Dall’intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia stessa di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.

letture estive

“La fraternità perché?” di Edgar Morin

Il titolo di questo libro è anche la domanda tematica che si pone l’autore.

Morin, intellettuale tra i maggiori del nostro tempo, si pone questo quesito in virtù della crisi ecologica, sociale, politica e spirituale nel quale siamo immersi sia a livello locale che a livello internazionale.

E come viene evidenziato nelle poche pagine dello scritto, la risposta la si può trovare in una triade antica ma ancora decisamente attuale: libertà, uguaglianza e fraternità.

letture estive

“I gelsi torneranno a fare l’uva” di Anita Pirovano e Simone Zambelli

Il perché del detto “a Milano anche i gelsi fanno l’uva” lo si può capire facilmente sfogliando le pagine di questo libro.

Tra luoghi, voci e un glossario, questo lavoro scritto a quattro mani, fa un perfetto dipinto del capoluogo meneghino.

O meglio, della città che vorremmo, della Milano prossima.

Dalla biblioteca di via Rembrandt al “triangolo” delle vie Paolo Sarpi, Piero Della Francesca e Mac Mahon.

Dalle parole di Alberto Fontana a quelle del nostro Presidente p. Giuseppe Bettoni.

Dal benessere allo spazio pubblico.

Tre capitoli per snocciolare a fondo il genius loci del capoluogo Lombardo, per analizzarne i punti di forza, le debolezze, augurandogli un futuro sempre migliore.

(Se siete curiosi, qui potete trovare la presentazione del libro che abbiamo fatto in CasArché)

letture estive

“Aspettando Bojangles” di Olivier Bourdeaut

Una storia fluo sull’amore per la vita, che sia di coppia o per un figlio.

Persone che danzano tra la follia e la normalità, in un luogo stravagante cui non bisogna necessariamente dare (o avere) un nome, al di là del bene e del male. Che la vita la capiamo tutta fino ad un certo punto, la governiamo noi per un pezzo, ma c’è sempre qualcosina che ci sfugge, e per fortuna.

E allora non rimane che scriverla, con rispetto, magari qualche anno dopo, magari ascoltando Mister Bojangles.

È uno dei libri preferiti di Valentina Zeghini, che l’ha fatto leggere a Paolo Dell’Oca, che l’ha fatto leggere a…

letture estive

“Besprizornye. Bambini randagi nella Russia sovietica (1917-1935)” di Luciano Meccacci

Chi sono i besprizornye?

Sono i bambini e i ragazzi della Russia postrivoluzionaria rimasti orfani a seguito della carestia o della guerra.

Nel 1922 se ne contano 7 milioni, un numero impressionante.

Sporchi, a volte soli, a volte in gruppetti, vestiti di stracci, passano le giornate cercando cibo tra le vie della città o rubacchiandolo tra le fattorie di campagna, cercando di sopravvivere al gelo delle notti sovietiche al riparo sotto i vagoni di un treno o dentro i cassonetti.

Uno dei tanti orrori del secolo scorso che rischiava di essere dimenticato, ma grazie al lavoro dell’autore Luciano Meccacci (che ha ricostruito il filo delle testimonianze dirette e dei documenti dell’epoca