L’Estate Arcobaleno 
Per molti bambini, ragazzi e mamme che si trovano in uno stato di profondo disagio causato dalla malattia o da difficoltà sociali, la vacanza può divenireuna carica di speranza, anche là dove la vita è piena di fatiche e sofferenze, un’occasione per condividere momenti di divertimento, serenità, svago e l’opportunità per creare relazioni e crescere insieme.

Per Arché, dunque, la vacanza estiva e il pensare momenti di svago durante l’anno, rappresentano un’occasione irrinunciabile per il sostegno e il rafforzamento dei complessi percorsi di autonomiaavviati con i bambini, i ragazzi e le mamme seguiti dall’Associazione.

Ecco le nostre Vacanze Arcobaleno 2012:

Tra giugno, luglio e settembre, alcuni ragazzi seguiti da Arché a Milano hanno partecipato a giornate di navigazione a vela. Di seguito la testimonianza di due operatrici:

“Navigare a vela è un’esperienza unica: grazie ad equilibrate e sapienti manovre, le vele raccolgono il vento e lo sfruttano per percorrere il mare. Sono manovre che vanno imparate, custodite e condivise con l’equipaggio, ognuno ha un ruolo, tutti sono indispensabili; insieme si vive la natura, ci si confronta con l’acqua e con il cielo. Si ridefiniscono le priorità”.

“Che valore dare a questa esperienza? La vela è davvero un attività ricca di potenzialità, ci si diverte e si condividono regole, si ride, ci si concentra, si fa gioco di squadra, si impara il valore del rispetto, della condivisione, della lealtà, dell’essenzialità. Capacità e valori da mettere in valigia per la vita”.

 

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La grande famiglia della Casa Accoglienza, considerata la bella esperienza dello scorso anno, si è recata nuovamente a Colico (LC) in un accogliente B&B. Dal 30 luglio al 4 agosto, il gruppo, composto da 6 mamme, 7 bambini e 3 operatori, ha trascorso una settimana a diretto contatto con la natura.

Per chi vive temporaneamente in Casa Accoglienza, momenti come questi sono particolarmente importanti: il confronto e la scoperta di luoghi e persone nuove in un contesto piacevole aiuta, infatti, il percorso di crescita del bambino e rafforza il legame con la figura materna. I bambini durante le vacanze regalano i momenti più emozionanti, con le loro conquiste quotidiane che a volte hanno dell’eccezionale. Giocano insieme tra di loro, interagiscono con le loro mamme e si inventano giochi con quello che un ambiente nuovo offre loro. Spesso, tutto avviene tra la commozione delle loro mamme, che da piccoli ma importanti gesti riscoprono la voglia di essere mamme e sentono di potercela fare.

L’ équipe di Arché a Roma, nell’ambito del Progetto Fagioco, per quest’estate, ha organizzato quattro giornate ricreative per i bambini e le famiglie. Occasioni importanti per accrescere i processi di socializzazione e di inserimento socio-culturale, per migliorare la qualità della vita dei bambiniQuest’anno le iniziative sono state finalizzate al divertimento e all’attività sportiva con la partecipazione di due gruppi: uno costituito dabambini dai 5 ai 12 anni accompagnati dai familiari, l’altro da ragazzi dai 12 ai 15 anni, per un totale di 50 partecipanti. Per ciascun gruppo sono state organizzate due gite presso un grande Parco dei Divertimenti ed un Centro Sportivo polivalente, entrambi alle porte di Roma.

San Benedetto del Tronto, durante tutto l’anno, periodo estivo compreso, i bambini seguiti dai volontari, hanno partecipato a delle attività di svago che hanno la funzione di potenziare gli esiti positivi delle terapie mediche, svolgendo un intervento educativo riabilitativo/abilitativo e di socializzazione. Bambini con handicap fisico, intellettivo e relazionale hanno partecipato a giornate ricreative insieme alle loro famiglie e ad alcuni dei loro compagni di classe, trovandosi, in questo modo, a interagire tra di loro, ma anche con bambini che non conoscevano. Inoltre, le famiglie che tutto l’anno sono direttamente interessate dall’esperienza della disabilità, hanno avuto un’opportunità di sostegno e un’occasione per imparare a contrastare lo stigma che caratterizza la vita del disabile e che rende più difficile e isolata la sua vita e quella di chi gli sta intorno.