Battute finali per La Città è dei Giovani, il progetto dell’Area Cittadinanza di Fondazione Arché che, con la stagione estiva, è tornato a coinvolgere ragazzi e ragazze di Novate Milanese. “La città che vorrei! Vuoi progettare la tua città post pandemia?” era il titolo-domanda del laboratorio che si è svolto domenica 27 al Parco Ghezzi della cittadina fuori Milano.

“Ci siamo fermati a riflettere sul periodo del Covid e sulle sue conseguenze, a partire dalla nuova idea di cittadinanza emersa in questi mesi. È fondata su valori nuovi, come quel sentimento di vicinanza degli uni verso gli altri che ha trovato espressione nelle varie forme di solidarietà emerse in questi mesi”, ha spiegato la psicoterapeuta Elena Giovanardi che, insieme ai ragazzi di Novate, ha riflettuto su cosa valga la pena tenere e cosa, invece, si possa scartare nella nuova idea di città che si andava abbozzando.

Spazi verdi, cultura, più bici, meno auto sono solo alcune delle suggestioni emerse dal gruppo di giovani che hanno voluto tradurre così idee come inclusione, beni comuni e accettazione delle differenze. Di genere, di etnia, di orientamento sessuale, di religione. Parallelamente è emersa anche la necessità di ritrovare l’importanza del tempo del silenzio e di fermarsi per guardarsi dentro e la vita intorno, privilegiando anche una dimensione più intima e riflessiva. In questo senso i ragazzi e le ragazze del laboratorio hanno ribadito l’urgenza di ribadire il rispetto reciproco per stemperare l’aggressività latente nella società e per promuovere rispetto e condivisione.

Il laboratorio arriva al termine di un percorso che ha coinvolto i giovani di Novate Milanese già l’anno scorso e che culminerà a settembre in un incontro tra i diversi comuni nel progetto La città è dei giovani per condividere i risultati delle attività precedenti e per elaborare, sulla scorta delle riflessioni portate avanti dai gruppi di lavoro, delle proposte per una città realmente inclusiva, pensata dai giovani a misura di giovane.

“Mi ha stupito positivamente l’at6tenzione e la cura verso la propria città e verso il proprio modo di essere cittadini”, ha detto soddisfatta la referente del progetto, Elena Giovanardi, impressionata dalla “capacità di lettura delle potenzialità e delle risorse all’interno della società e  dalla voglia di cambiamento dei ragazzi ma anche dalla loro grande consapevolezza dei limiti che ci trovano a affrontare nella realtà quotidiana”.