L’arcobaleno si sa, arriva dopo un temporale, e tanto più il temporale è brutto e fa paura, tanto più l’arcobaleno si staglia intenso nel cielo.
Ma le cose belle, si sa, “durano poco” e così anche la vacanza dell’arcofamiglia, come è arrivata è già passata.

Ma il suo ricordo rimane assolutamente vivido e intenso in noi, tanto che non serve neanche chiudere gli occhi per rivedere i visi dei bimbi contratti mentre concentrati camminavano verso il rifugio, per sentire il profumo dei panini appena fatti che ci regalavano qualche minuto di silenzio durante i pasti in riva al fiume, per ritrovare il profumo intenso degli incensi, del caffè e delle spezie della terra d’Eritrea, per intecettare lo sguardo furbo di chi sta per combinarne un’altra e correre via, fino a chiedersi insieme, ancora una volta: “dov’è andato Samu?”.

bambini in questa vacanza ci hanno regalato i momenti più emozionanti, con le loro conquiste quotidiane che a volte sono state davvero eccezionali.
Così li trovavamo a giocare insieme, ad aspettarsi e coinvolgersireciprocamente, a scorpire la montagna e a inventarsi giochi con quello che l’ambiente gli offriva, in un movimento da cui raramente qualcuno è rimasto escluso.
E un bambino, a ragione, ha innalzato il coro alla Rocky Balboa, dopo aver espugnato i difficili percorsi sugli alberi…tra la commozione dei grandi, rimasti davvero senza parole, con un solo pensiero fissoinventare ogni giorno la speranza è possibile.