Quest’anno abbiamo avuto la possibilità di trascorrere un mese a Chikuni, nello Zambia, presso la missione gesuita con cui Arché collabora da molti anni. Da alcuni mesi, l’associazione ha attivato un progetto di prevenzione dell’Aids e di promozione di comportamenti responsabili con preadolescenti e adolescenti della missione. Il progetto è coordinato da Gianpietro Gambirasio ed è realizzato da due educatori locali, Keith e Nchimunya.

Il nostro compito era quello di affiancare gli operatori locali nello svolgimento delle attività di prevenzione nei villaggi e nelle scuole. A dire il vero il nostro contributo è stato modesto dato che abbiamo trovato grande competenza e passione da parte degli operatori che, sotto la guida di Gianpietro, hanno saputo interagire con i ragazzi con grande professionalità.

Siamo anche riuscite a guardarci intorno e prendere parte ad alcune attività parrocchiali condotte sul territorio di Chikuni. In particolare, una delle più grandi opportunità che ci è capitata, è stata di conoscere e collaborare con Monica, un’infermiera zambiana che dirige l’Home Based Care a favore della popolazione sieropositiva o malata di Aids. Un giorno abbiamo preso parte al gruppo degli infermieri e volontari che, quotidianamente, si preoccupano di offrire assistenza sanitaria domiciliare, ai malati e a tutti coloro che ne necessitano, spostandosi di villaggio in villaggio. Per noi che non siamo infermiere, ad un inizio un pò titubante è succeduto un grande entusiasmo, grazie a Monica che, col suo fare materno e determinato, ci ha affidato dei compiti per poterci rendere utili. Con l’aiuto di Monica abbiamo compreso che l’importanza del nostro lavoro non stava tanto nella prestazione sanitaria, quanto nel parlare con le persone e nell’ascoltarle.

Un’altra esperienza che ha segnato questo mese in Africa è stata la settimana dell’Orphan Camp, un campo di formazione per il gruppo di orfani adolescenti del distretto di Chikuni. Questa è stata la maggiore occasione di dialogo e condivisione con gli educatori del progetto Arché, con cui è nata una vera amicizia, che è riuscita a superare i pregiudizi e le difficoltà legati a due culture così diverse. Naturalmente, il campo ci ha permesso di stare in continuo contatto con i ragazzi, nei momenti di riflessione, ma soprattutto in quelli di gioco e animazione. E’ stato proprio bello divertirsi insieme!!!

Di cose da raccontare ce ne sarebbero molte, ma ciò che più ci ha arricchito di questa esperienza, è stato conoscere e parlare con persone straordinarie che, ogni giorno, contribuiscono con il loro lavoro e la loro capacità di donarsi a rendere il nostro mondo più umano. Una volta, alla nostra domanda su come fossero riusciti a realizzare così tanto a Chikuni, uno dei padri della missione ha risposto: “Basta avere dei sogni e trovare il modo di realizzarli!”.

Erica ed Elena