Comunicato stampa

La città è dei giovani: a Baranzate sono stati loro i protagonisti

Da spazio da riqualificare a parco vivo e colorato e orto sociale. È questo il risultato più concreto del progetto “La città è dei giovani” a Baranzate, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con Fondazione Arché, l’associazione di promozione sociale “La Rotonda” e la parrocchia Sant’Arialdo di Baranzate. Vincitore del bando di regione Lombardia “La Lombardia è dei giovani”, il progetto ha coinvolto una ventina di ragazzi e ragazze della cittadina milanese che per due settimane hanno partecipato a laboratori di cittadinanza attiva con educatori e educatrici professionisti e si sono impegnati in attività di abbellimento e sistemazione del parco comunale di via Palmanova che sarà inaugurato ufficialmente martedì 28 luglio alle 17.

I giovani hanno detto la loro durante i seminari dedicati agli spazi urbani, elencando le criticità e le potenzialità della città in cui vivono e avanzando delle proposte concrete per migliorare Baranzate e renderla a misura di giovane. Dall’allungamento della metro alla necessità di spazi e momenti di riflessione e discussione, sono diverse le idee avanzate nel corso dei workshop che hanno scandito la parte formativa del progetto.

Alle parole si sono affiancate le azioni quando I ragazzi e le ragazze hanno preso in mano gli attrezzi e si sono dati da fare per ripulire il parco di via Palmanova. Gli hanno dato colore e lo hanno trasformato in un orto sociale, a beneficio di tutti i residenti di Baranzate.

“È stata l’occasione per ridare vita a un luogo da riqualificare di Baranzate e rimetterlo a piena disposizione della cittadinanza”, dice il sindaco di Baranzate, Luca Mario Elia, che aggiunge: “Ancora più significativo è stato vedere i ragazzi e le ragazze protagonisti di questo cambiamento”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è il commento di Paolo Dell’Oca, portavoce di Fondazione Arché: “La città è dei giovani: quando questo viene riconosciuto, come nelle scorse due settimane, i giovani se ne prendono cura, lo fanno insieme, partono dal verde, colorano i muri. E ci scrivono sopra dei messaggi per la loro città, per noi, che faremmo bene a leggere”.

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