inclusione

Immagine realizzata da Rhea Jane Ibarra

Lo scorso anno si è aperto con un nuovo episodio dell’italica lotta per i valori della tradizione: pensate, nell’anno del Signore 2024 gli ingenui sceneggiatori di “Un posto al sole” hanno pensato di mandare in onda un bacio tra due uomini.

Sacrilegio.

«Potevano evitare di mandarlo in fascia protetta» è stato il commento, “sia mai che i bambini poi crescano deviati. Perché insomma, questa cosa dei gay va bene, non li arrestiamo, però che non si azzardino a baciarsi”.

Questa che sembra una becera boutade, in realtà riassume perfettamente il sentire culturale di questo Paese. Apro questo mio piccolo pensiero con un esempio tipico di quello che avviene oggi in Italia; l’esclusione non riguarda, ahimè, solo le discriminazioni legate al sesso, orientamento e identità di genere, ma coinvolge altri campi fondamentali come la scuola, il lavoro, la vita sociale in generale. Oggi il piano di confronto è quello dell’inclusione o esclusione, ma in realtà sarebbe utile e direi necessario partire da due punti di vista esclusivi, diversi, e giungere a un’unione che non è sintesi ma somma.

Sta ai due punti diversi però trovare il modo per sommarsi e stare insieme, e questo richiede lavoro, tanto. La diversità è una virtù, è essenziale e non deve essere annullata. Effettuare una sintesi è più semplice perché lavora per sottrazione delle diversità, ma qui il punto è creare uno spazio dove la somma possa convivere.

Questo però è un lavoro che deve essere condotto da entrambe le parti, annullando sia l’esaltazione del Noi – abbiamo sempre fatto così e non vogliamo cambiare –, sia il primato dell’Io – io sono o faccio così e pretendo che tu lo accetti. I concetti di inclusione e integrazione differiscono anche per la base filosofica: il concetto integrativo rappresenta una sorta di valore aggiunto rispetto al lavoro svolto da un servizio; mentre l’inclusione consiste in un diritto fondamentale a prescindere dalle condizioni e dalle capacità individuali.

La diversità destabilizza, è un qualcosa che fa paura ed è per questo che viene combattuto con tanta ferocia senza considerare il fatto che siamo tutti uguali, tutti sotto un unico cielo, anche se brilliamo in maniera diversa. In questo senso Gianni Rodari nella poesia Il cielo è di tutti cerca di abbattere le barriere e qualsiasi forma di discriminazione affinché possa esserci un mondo più inclusivo e che accoglie la diversità come una ricchezza. 

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi

di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.

È del vecchio, del bambino,

del re, dell’ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa o in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.

Personalmente come educatrice mi risulta facile e naturale pensare di vivere tutti sotto uno stesso cielo, in un mondo di colori, culture e tradizioni differenti tra loro, ma quello che osservano i miei occhi spesso non è lo stesso che guardano gli altri. Ammetto che ci sono scontri e scambi poco gentili di opinioni, ma ciò non esclude la possibilità di imparare a convivere, imparare a non avere paura del “diverso e del nuovo”.

Un passo molto bello e significativo a mio parere è contenuto nella canzone di Marco Mengoni:

«Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani, tu puoi fidarti di me, io sono uno qualunque, uno dei tanti, uguale a te».

Un testo in cui emerge la necessità di prendersi per mano, tutti insieme e far emergere la forza che gli individui hanno nel costruire qualcosa di nuovo, di allontanarsi da vecchi pregiudizi e stereotipi. Viene esaltata l’uguaglianza, che è poi l’unica via che porta a costruire nuovi approcci, nuovi modi di vivere in un periodo buio come il nostro.

Fidarsi dell’altro oggi risulta molto difficile, affidarsi è complicato e ciò porta esclusivamente a isolamento e tristezza. Come diceva il sociologo e filosofo Zygmunt Bauman:

«La comprensione reciproca si ottiene con una fusione di orizzonti; orizzonti cognitivi, che vengono tracciati e allargati accumulando esperienze di vita. La fusione che una comprensione reciproca richiede non può che essere la conseguenza di un’esperienza condivisa e non si può certo pensare di condividere un’esperienza senza condividere uno spazio».

La necessità della contaminazione come caratteristica della rete, l’arte del mescolare le competenze, le capacità, le abilità, i linguaggi, le discipline, i saperi, le conoscenze, i facilitatori, le barriere, le performance, i dubbi e le incertezze.

L’educatore, senza imporre la propria mentalità, dovrebbe riuscire a realizzare una comunicazione autorevole, in cui a ciascun partecipante sia data la possibilità di “mettere in comune”. Per fare ciò bisogna riconoscere all’altro lo stesso valore e la stessa dignità che si riconosce a sé stessi. Ogni conoscenza reciproca deve sviluppare non un adattamento unilaterale, ma vicendevole.

Questa reciprocità può consentire un’evoluzione più armonica del vivere insieme.

Paola Ciaglia

📖 Lessico Resistente – p. Giuseppe Bettoni, Vittoria Veneroni e Giada Violanda
🫀 Abbandono – Martina Savi
⛔ Esclusione Sociale – Gloria Dentico
🥀 Indifferenza – Giada Violanda
🌱 Rinascita – Asia Cesareo
🌼 Accettazione – Vittoria Veneroni
❤️‍🩹 Riconoscenza – Valentina Zeghini
🛝 Attesa – Pina Pinto
🐘 Apparenza – Nicole Mezzanzanica
🗣️ Giudizio – Sara Capelli
🖼️ Determinazione – Mariuccia Magri
☀️ Esistenza – Agnese Pirolo
🌈 Oltre – Valentina De Fazio
💧 Cambiamento – Helena Ortu
🫱🏼 Ricaduta – Elisa Cavoretto
🏠 Condivisione – Mariangela De Luca
⛰️ Possibilità – Eugenio Tagliabue
🧑🏻‍🤝‍🧑🏼 Consapevolezza – Giorgia Falanga
❤️ Razzismo – Rossella Lovecchio
🧠 Violenza – Michela Scaccia
🧠 Violenza – Michela Scaccia
💛 Coraggio – Cristiano Valanzano