Il volontariato non è un modo di fare ma è un modo di essere, per la promozione di un cambiamento verso un futuro di inclusione. È questo l’adagio che ha contraddistinto il convegno “Ricostruire una comunità solidale: il ruolo del volontariato nel terzo settore” del 5 dicembre a Roma presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre.

Per Fondazione Arché ha partecipato Uli Mittermair, Responsabile Nazionale del Volontariato, che ha colto molte consonanze tra quanto udito negli interventi dal palco e l’attività quotidiana dei volontari di Arché.

Il volontariato, tessitore di storie e comunità 

Dopo il doveroso e sincero omaggio a Silvia Romano, la volontaria milanese rapita in Kenya più di un anno fa, gli interventi dal palco hanno evidenziato il valore del volontariato, alternativo allo “sguardo dimesso” di una politica legata a “un’idea di sicurezza che si alimenta di pessimismo e disinvestimento, di abdicazione della propria capacità di ascoltare chi ci sta vicino, della rinuncia dei nostri valori, della buia ignoranza”.

Al contrario il volontario “è capace di andare oltre alla paura perché non guarda il proprio bisogno di sicurezza ma guarda la propria fragilità ed è capace di condividerla con empatia”.

Di fronte alla complessità e alle sfide della società di oggi, “risponde con coraggio per costruire fiducia civile, rinsaldamento e corrispondenza di legami capaci di creare accoglienza, visione di un futuro di bene comune e pari dignità”. Ritratto che ha trovato conferma anche nell’appassionato intervento di don Armando Zappolini che ha definito i volontari “liberi di innamorarci dei nostri sogni, delle persone che siamo e delle persone che incontriamo e capaci di commuoverci di tenerezza, di amore, e anche di rabbia”.

Il volontariato e le sue radici costituzionali 

Dal fronte istituzionale e politico è intervenuto anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, che già solo con la sua presenza ha voluto testimoniare il ruolo importante del terzo settore nella società italiana. A partire dall’articolo 2 della Costituzione italiana, “che indica la solidarietà politica, economica e sociale come fondante per la garanzia della tutela dei diritti inviolabili dell’uomo”, ha esaltato il volontariato, ringraziando le singole persone impegnate nel sociale “per la loro volontà di donare il proprio tempo” e per il loro desiderio di costruire una società inclusiva.

“Il volontario tesse trame di legame sociale che fanno crescere le persone come cittadini responsabili e solidali, così come definiti dai nostri padri costituenti negli articoli 2 e 3”, ha detto; “il volontario risponde alle necessità con la libertà che lo pone davanti a un impegno di responsabilità personale e umanitaria”. Non a caso è proprio il volontariato a farsi “promotore di una sostenibilità sociale, economica e ambientale indispensabile all’inclusione e alla crescita delle caratteristiche umanitarie dei circuiti sociali attraverso la circolarità del rispetto e della dignità del singolo”.

Il volontariato secondo Arché

Tra riferimenti costituzionali e metafore suggestive, come quella del volontario come “tessitore che racconta, disegna, tramanda una storia sullo sfondo di una tela che non finisce ma rimane sfrangiata”,  l’idea di volontariato emersa nel convegno del 5 dicembre ha evidenziato una serie di punti in comune con quella di Fondazione Arché.

“È l’inizio di una storia che, a partire da un incontro inaspettato, diventa avvio creativo di un impegno responsabile, libero e gratuito verso un futuro di inclusione nel senso dei passi della solidarietà indicati nella Carta dei Valori Arché: accoglienza, condivisione, gratuità”, conferma Uli Mittermair.