
“Colui che aspetta poco, può aspettarsi molto”, parafrasando Gabriel García Márquez.
Quotidianamente tendiamo a pretendere il massimo da noi stessi e dagli altri. Quando poi le aspettative vengono disattese, arrivano quel senso di impotenza e uno sgomento che rasenta le lacrime.
Con il tempo ho imparato a non figurarmi nulla, perché la realtà sa essere molto diversa e spesso più dura del previsto. Solo quando ciò che ci attendiamo si trasforma in qualcosa di positivo, allora possiamo continuare a marciare, respirare a pieni polmoni e goderci il nostro momento di gioia. La mia è stata una vita felice: una grande famiglia, un uomo al mio fianco che mi aiuta a lottare ogni giorno e molte soddisfazioni nate da scelte ostinate. Eppure, proprio stamattina, è accaduto un piccolo episodio che mi ha fatto riflettere sul valore delle decisioni e su una parola che racchiude un intero universo: la resilienza, ovvero la capacità di agire bene nonostante le avversità.

[📸 Umair Dingmar, unsplash]
Da questa esperienza apparentemente banale sono nate due riflessioni. Quante volte, guardandoci indietro, avremmo voluto prendere un treno diverso o fare scelte differenti? La certezza, tuttavia, non ci è mai data. Se le cose sono andate in un determinato modo è perché in quel momento preciso era quello il nostro desiderio, giusto o sbagliato che fosse.
A questo proposito mi viene in mente il film Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam. Attraverso uno specchio magico, il protagonista pone le persone di fronte a un bivio: la strada buona, in salita, o quella facile e in discesa. Ma al di là della via intrapresa, la vera differenza sta nel modo in cui affrontiamo la scelta e le difficoltà che ne derivano. Alcuni studi mostrano come infondere nei bambini la capacità di mantenere l’equilibrio anche in contesti complessi li aiuti a costruire sé stessi facendo leva sui propri valori. Per sviluppare la resilienza è fondamentale dare senso alla vita e accrescere l’autostima, senza dimenticare l’umorismo, la consapevolezza delle proprie reazioni e la cura delle relazioni quotidiane. La resilienza non sostituisce le politiche sociali, ma può ispirarle, donando nuova speranza per assicurare un futuro migliore a noi e alle nuove generazioni.
Alessandra