Quando sono arrivata a Milano nel giugno 2021, la città stava appena iniziando a riprendersi dalla pandemia. Le persone discutevano dei vaccini che avevano preso e dei conseguenti effetti collaterali, l’Italia aveva da poco vinto gli Europei, si stavano organizzando le vacanze di agosto e tutto l’ufficio era eccitato per l’imminente viaggio in Vaticano a settembre. Anche se all’epoca parlavo male l’italiano, i miei colleghi mi fecero sentire subito benvenuta con i loro sorrisi calorosi e con un mix di inglese e italiano nelle conversazioni

Ao Yin spegne le candeline per il suo compleanno in CasArché

L’entrata in ruolo in Arché è avvenuta senza problemi e difficoltà. Ricordo ancora con chiarezza il primo grande progetto affidatomi da Jacopo, responsabile nazionale della progettazione: la ricerca di fondi europei per i quali Arché potesse essere eleggibile. I miei primi tentativi di studiare i meccanismi di finanziamento dell’UE furono come nuotare nell’oceano senza un salvagente; tuttavia, la pratica rende migliori e, dopo aver analizzato vari programmi, indagato su progetti precedentemente finanziati, letto relazioni pertinenti e partecipato a sessioni informative online, alla fine ho sviluppato una comprensione più approfondita del sistema di sovvenzioni europee.

Durante la mia ricerca, sono rimasta stupita dalla varietà dei programmi dell’UE e dalla quantità di finanziamenti concessi al settore non profit. Come nuova arrivata da un altro continente, l’Asia, ho anche potuto constatare per la prima volta il potere e l’impatto sostanziale dell’Unione Europea sullo sviluppo e la collaborazione internazionale, nonché gli sforzi compiuti per promuovere i principi dell’UE come libertà, democrazia, stato di diritto, uguaglianza e diritti umani.

Al Parlamento Europeo di Bruxelles

A febbraio di quest’anno, il nostro team di Progettazione ha iniziato a scrivere il primo progetto di livello europeo. Il processo di candidatura è stato caratterizzato da numerose riunioni di brainstorming, da un’ampia documentazione e da alcune revisioni dell’ultimo minuto. È stata una procedura lunga, estenuante, ma divertente. Anche il nostro spirito di squadra è cresciuto e si è approfondito in questo periodo. Ogni volta che ho parlato di questo progetto europeo con gli altri membri del team, ho avvertito un forte senso di unione e solidarietà. Direi che questa esperienza lavorativa non solo è stata preziosa per il mio sviluppo professionale, ma mi ha anche aiutato a diventare una persona più completa

Anche l’Area Cittadinanza di Arché mi ha colpito molto. Tradotto letteralmente, cittadinanza significa “citizenship” in inglese. Tuttavia, l’ho trovato un po’ ambiguo. Che cos’è esattamente la parte “cittadinanza” del lavoro? Aiutare gli immigrati ad acquisire la cittadinanza italiana? In seguito, attraverso la partecipazione ad un’ampia varietà di attività e progetti come Per un Quarto di Libro (che mira a promuovere l’amore per la lettura tra i giovani e a combattere la povertà educativa), Humanitas Frontiers (che cerca di promuovere lo spirito di volontariato tra gli studenti universitari), per non parlare di tutte le proteste, delle raccolte di beni di prima necessità e dei trasporti per sostenere l’Ucraina dopo lo scoppio della guerra, ho capito che è il termine inglese “civic education”, in cinese 公民教育.  quello più indicato per descrivere quest’area. 

All’udienza dal Papa in Vaticano

Durante il mio periodo in Italia, non solo ho iniziato a stringere amicizia con le famiglie che vivono nel quartiere, ma ho anche acquisito una maggiore sintonia con i valori europei. Inevitabile è stato pensare e fare un confronto con gli anni trascorsi in Cina: ho pensato che lì c’è ancora tanto da fare per rendere i giovani cittadini attivi e consapevoli. Quando lavoravo per l’Area Cittadinanza, ero spesso stupita dalla varietà e dal piacere dei metodi di interazione, dagli obiettivi educativi a lungo termine e sostenibili e, soprattutto, dal modo in cui le scuole, il terzo settore, le municipalità locali, i genitori e i bambini formano un ecosistema inclusivo e collaborano a un progetto di educazione civica. Spero che un giorno anche la Cina possa imparare dalle buone pratiche di tutto il mondo e che programmi analoghi possano essere lanciati anche nel mio paese.

Con i colleghi a un incontro presso il PIME di Milano

Ora il mio viaggio in Arché sta per finire, ma conserverò per sempre i ricordi, gli scambi e le relazioni che ho costruito qui ad Arché con i miei colleghi, i residenti di CasArché e molti dei carissimi bambini. Sono cresciuti COSÌ tanto negli ultimi 18 mesi! I progetti che abbiamo portato a termine insieme, le gite che abbiamo fatto, le feste che abbiamo organizzato, le risate e gli abbracci che abbiamo trasmesso e la nostra mission condivisa per rendere il mondo un posto migliore per tutti i bambini e le famiglie vulnerabili li porterò sempre con me. 


Ao Yin, giovane cittadina cinese, ha lavorato presso la Fondazione Arché dall’agosto 2021 al dicembre 2022. Le abbiamo chiesto scrivere una riflessione sul suo tempo professionale trascorso in Arché.