Ci sono saliti pensando che sarebbe stato l’ultimo sforzo e poi finalmente avrebbero raggiunto la libertà: dalle guerre, dalla sofferenza, dalle oppressioni e dalla mancanza di futuro, dalla povertà. Invece quei barconi erano l’ultimo viaggio nella loro vita, perché poi il mare li ha inghiottiti.

Dal 2000 al 2013 sono morti più di 23 mila migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa. Sono morti via mare, nelle acque del Mediterraneo, tra l’Africa e il sud Italia, ma anche attraversando i confini via terra del vecchio continente. In entrambi i casi, a due passi dai nostri nasi.

È una tragedia che non si può accettare ed è per questo che Fondazione Arché Onlus, che fa parte del comitato editoriale di Vita, ha deciso di aderire all’appello: “Il Mediterraneo non sia una tomba”.

La lettera aperta è stata indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Presidente del Senato Pietro Grasso e al Presidente della Camera Laura Boldrini ed è stato firmato da tantissime realtà no profit tra cui Aimmf, Agevolando, Albero della vita, Associazione Enzo B., Cittadinanzattiva, Cnca, Cncm, Coordinamento delle comunità di accoglienza per minori della Regione Marche, Fondazione Domus De Luna, Human Foundation, La Consulta Diocesana di Genova, Movimento Cristiano Lavoratori, SOS Villaggi dei bambini, Terra dei Piccoli Onlus.

L’idea è nata proprio dall’ultimo incontro del 23 giugno quando ci si è resi conto di una situazione paradossale: Milano accoglie col sorriso una media di 70mila turisti al giorno ma i 300 migranti stranieri in Stazione Centrale sono diventati un dramma. Com’è possibile?

Pensiamo che quello dell’immigrazione sia il punto su cui si giocano tutti i nostri valori – ha detto Riccardo Bonacina, direttore di Vita – Un nodo su cui lavoriamo in primo luogo facendo informazione e dando i numeri veri di un fenomeno che viene usato per fare propaganda. Dobbiamo cominciare a inoculare antidoti rispetto al veleno del teatrino politico e mediatico. Come il fatto di dire che dei 64 mila profughi che sono passati a Milano ne sono rimasti solo 160”.

Ma qual è, concretamente, lo scopo di questo appello? Clicca qui per leggere quello che secondo Vita, Arché Onlus e tutte le altre organizzazioni, si dovrebbe fare.

Immagine| @Sebastián Rebolledo