Intervista a Patrizia Grieco, Presidente Enel, consigliera di Arché dal 2017

Buongiorno Patrizia, siamo molto contenti di poterla intervistare, ma anche di presentarla agli amici di Arché. Anzi, ha voglia di presentarsi lei? Come si racconterebbe?

Sono innanzitutto una vostra sostenitrice. Credo che il lavoro di padre Giuseppe sia una bellissima storia della nostra Italia, oltre a rappresentare un aiuto concreto e preziosissimo per la famiglia. Le attività di Archè sono particolarmente importanti, ancor più in un momento in cui la rete pubblica necessita fortemente della collaborazione dei privati e del terzo settore, per soddisfare bisogni sociali concreti. Come quelli delle famiglie, ben sapendo che senza il sostegno alla famiglia, la società non può progredire.

Raccontando di me, sono una persona che ha la fortuna di svolgere un lavoro appassionante, oggi come Presidente di Enel, in passato come manager di altre aziende. All’interno del Gruppo Enel, sono anche Presidente della nostra Onlus, Enel Cuore, la cui missione sta proprio nel supportare le “persone” e le “famiglie”, mettendo al centro le loro esigenze e necessità.

Sono poi una nonna molto orgogliosa di due bambini che adoro. Anche da questa visuale, comprendo ancora meglio l’importanza dei vostri progetti ed iniziative a sostegno delle famiglie.

Lei è arrivata ad Arché da pochi mesi, ma cosa significa per lei far parte del consiglio di amministrazione di una Onlus come Arché, che affianca mamme e bambini in situazioni di disagio?

È un incarico che ho accettato con molta gioia e grande senso di responsabilità, ben sapendo che la missione di Archè è particolarmente delicata. La onlus interviene a supporto di un rapporto unico, come quello tra mamme e bambini, che vivono situazioni di fragilità e sofferenza.

La professionalità degli operatori, dei volontari, la capacità di accoglienza e il buon funzionamento della struttura, sono elementi imprescindibili per intervenire con efficacia. L’amore, la generosità e la messa a disposizione di sé stessi rendono ancora più incisivo il lavoro che fate. Potere partecipare in prima persona a questo percorso, come componente del Consiglio di Amministrazione, è sicuramente un’esperienza per me speciale ed arricchente. Sono entrata nel Consiglio con grande rispetto e spero in questi mesi di avere contribuito con la mia esperienza al raggiungimento dei vostri obiettivi.

Si potrebbe già dire che le mamme e i bambini sono il nostro futuro, ma se le chiedessi come vede lei il futuro, cosa risponderebbe?

Vedo un futuro positivo, in un contesto che innegabilmente è diventato più difficile. È senz’altro vero che l’Italia mostra importanti segni di ripresa economica, con un Pil in rialzo da diversi trimestri consecutivi e ritmi superiori alle attese.

È però altrettanto vero che viviamo un’epoca in cui, purtroppo, la ripresa economica è, a volte, a bassa intensità di lavoro. Sappiamo bene che di lavoro c’è tremendamente bisogno, perché la crisi ha prodotto moltissimi nuovi poveri, spesso erodendo proprio le certezze dei nuclei familiari. Anche in questa ottica, i progetti di Arché contribuiscono davvero alla generazione di valore in situazioni di grande complessità, grazie all’apertura, all’ascolto, all’inclusione.

E per quello che è il suo incarico attuale di Presidente dell’Enel, come ritiene che continuerà a cambiare il settore energetico nei prossimi anni? Energie rinnovabili, macchine elettriche …?

Penso che in futuro saremo sempre più chiamati a soddisfare una domanda di energia crescente, a costi competitivi e, soprattutto, in maniera ambientalmente sostenibile. Un ruolo sempre più centrale spetterà all’innovazione tecnologica, grazie alla quale già oggi si sono affermate nuove tecnologie dal grande potenziale. Pensiamo alle rinnovabili, che sono in grado di rispondere al fabbisogno di energia in tempi rapidi, sono facilmente integrabili nel contesto in cui vengono installate, oltreché abbondanti e globalmente distribuite. Queste caratteristiche rendono le rinnovabili un’importante strada per accelerare l’accesso all’energia, grazie alla diffusione di soluzioni sempre più innovative e impianti distribuiti sul territorio.

La mobilità elettrica è senza dubbio una riposta sostenibile alle esigenze dei moderni centri urbani. Enel è molto impegnata su questo fronte e abbiamo avviato una serie di importanti progetti per lo sviluppo della mobilità a zero emissioni, con l’obiettivo di creare una rete moderna ed efficiente che permetterà a tutti di utilizzare i veicoli elettrici sul territorio nazionale.

In Arché abbiamo fatto i conti con le difficoltà di inserimento delle mamme nel mercato del lavoro: cosa ritiene che si possa fare per ridurre il gap di assunzioni e retribuzioni in Italia tra uomini e donne?

Penso non si possa prescindere da un cambiamento culturale profondo. La cultura e l’educazione sono la chiave fondamentale per raggiungere importanti risultati, in termini di pari opportunità e riduzione delle disuguaglianze di ogni tipo.

Sono convinta che la scuola sia il luogo da dove partire per poter cambiare la società. Il merito, che non ha genere, non può emergere senza pari opportunità, e queste partono proprio dai banchi di scuola.

Per quanto riguarda il gap salariale, si tratta di un tema che personalmente reputo odioso ed inaccettabile. Mi permetto di citare Papa Francesco che, attento alla valorizzazione del ruolo femminile all’interno della Chiesa, ha avuto modo di dire che “È un puro scandalo che a parità di lavoro le donne abbiano una retribuzione più bassa” (e ha definito come “maschilismo” il gesto di Adamo, che quando Dio gli chiese perché aveva mangiato la mela, diede la colpa ad Eva).

Questa intervista fa parte del dossier dell’Archébaleno “Che fine ha fatto il futuro?”: puoi leggere la rivista qua.