“In questi dieci giorni ho vissuto cose che in quarant’anni non avevo mai provato prima”, ha ripetuto più volte F. , mamma di Casa Carla, al ritorno dalle vacanze Arcobaleno trascorse a Vezza d’Oglio.

In una calda mattina di fine luglio siamo partiti con il gruppo di mamme e bambini della comunità di Casa Carla, della Corte di Quarto e di alcuni appartamenti di semiautonomia di Fondazione Archè situati sul territorio di Milano.

Vittoria Veneroni, a sinistra, e Giada Violanda, quarta da sinistra 

La montagna regala ogni anno, a grandi e piccini, la gioia della scoperta, della conoscenza, dello stupore e della meraviglia di ciò che si vive e si vede.

Anche quest’anno i posti visitati sono stati tanti e ognuno di loro ha lasciato in noi qualcosa per cui valga la pena ricordare e raccontare.

Il lago Aviolo, a 1930 mt di altezza è stato il primo traguardo raggiunto. L’arrivo in cima di mamma M. e la sua piccola di 5 anni ci ha regalato un momento di commozione. La loro determinazione nel raggiungere la meta, nonostante la fatica della salita, ci ha ricordato cosa significa mettersi alla prova, superare i propri limiti, andare avanti e non mollare.

L’esperienza al Parco Avventura Adamello ci insegna ogni anno a perseverare nonostante la paura del vuoto e la difficoltà di restare in equilibrio. Per mamme e bambini è stata una prova di coraggio percorrere passerelle in legno, corde e carrucole a tanti metri di altezza.

Per molti è stata un’esperienza anche prendere per la prima volta la cabinovia per raggiungere Passo Paradiso a quota 2585 mt. Di limiti fisici ne abbiamo superati, alla degna altezza dei panorami raggiunti.

Anche quest’anno la montagna ci ha regalato grandi emozioni ed esperienze di vita che ognuno di noi porterà nel proprio bagaglio.

Molti sono stati i laghi in alta quota che hanno riempito gli occhi dei bambini nei quali specchiarsi e perché no, provare a cimentarsi in qualcosa di nuovo come la pesca: per il piccolo M. è stata dura mettere alla prova la sua consueta iperattività nell’attesa di qualche pesciolino. Sono stati più i fili aggrovigliati che i pesci pescati ma il divertimento è stato assicurato; un po’ meno la pazienza di mamma F., la quale, con la fortuna del principiante e tanta soddisfazione è riuscita a portare a casa due trote.

Un appuntamento ormai fisso ma mai monotono sono le due ore di musicoterapia, messe a dura prova da un bel gruppo di giovani (e vivaci) montanari appena scesi da un lungo e ripido sentiero lungo l’Adamello. Nonostante l’adrenalina ancora in corpo, la conoscenza di strumenti, suoni e melodie create nell’eco di Vezza ha rapito e placato gli animi dei nostri ragazzi. Anche quest’anno la musica ci ha tacitamento insegnato che la cosa più importante che esiste è ascoltare.

Un’altra consueta tappa obbligatoria è il nostro, ormai amico, apicoltore il quale ci lascia ogni volta sbalorditi e affascinati dal fantastico mondo che c’è dietro a ciò che di più dolce ci offre la natura: il miele. Le api ci insegnano che soli si può volare lontano ma è insieme che si creano grandi cose.

Partire per Vezza d’Oglio ogni anno è una scoperta, non solo per i paesaggi, per le nuove camminate o la conoscenza di nuove persone, ma anche e soprattutto di sé stessi.

Si, perché è nella fatica ad ogni passo per raggiungere l’arrivo, nel silenzio esterno che lascia spazio alla voce dei pensieri e nel compagno che ti dà la forza di continuare, che si trova la forza per raggiungere ciò che non pensavi fosse possibile.

Anche quest’anno la montagna ci ha regalato la più grande lezione di vita: nulla è impossibile.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito nella realizzazione di questa esperienza speciale: a chi ha donato i fondi necessari per rendere tutto ciò possibile, a chi ha offerto generi alimentari e beni di prima necessità.

Grazie agli amici speciali Monica e Roberto, per il loro prezioso sostegno.

 

Vittoria Veneroni e Giada Violanda, educatrici di Casa Carla