Estate per tutti, città da bollino rosso e noi siamo ormai k.o. a causa del solito “effetto serra”. Estate della prova costume, ma soprattutto estate d’autostrada, con l’immagine di quell’asfalto bollente che dalle corsie sembra creare miraggi psichedelici: insomma, l’estate è una grande prova di resistenza.

Se qualcuno pensava che il vero test dell’anno fosse il pranzo di Natale con i parenti – tra portate infinite e il caos gastronomico utile a raccontarsi novità su lavoro, figli e casa – si sbagliava di grosso. La vera sfida, che mette alla prova ogni maturità emotiva moderna, è quella del grande esodo. Una prova che si consuma attorno ai 40 gradi all’ombra, in una corsia bloccata o dove si cammina a passo d’uomo, mentre lo stimolante proposito di relax in riva al mare si scontra con la realtà: tutto il resto del mondo ha deciso di muoversi nello stesso identico momento.

La classica coda in autostrada è un atto di coraggio, specie se si viene da un anno di lavoro intenso, con il bagagliaio carico al limite del “sia mai che manchi qualcosa” e i bambini irrequieti che sbuffano. Noi però resistiamo e ce la faremo: prima o poi la meta sarà raggiunta. Per me questo percorso non è mai stato così tragico, forte del fatto che mi addormentavo letteralmente al casello di Melegnano per risvegliarmi a quello di Rimini Sud. Il viaggio in auto su di me ha sempre avuto un effetto soporifero: una vera pacchia, non mi accorgevo di nulla. L’importante, in fondo, era arrivare a riva.

[📸 Aleksandr Popov, unsplash]

Ma non è finita qui. Se l’autostrada si trasforma in rabbia cinetica, le stazioni ferroviarie diventano un puro formicaio. Il tabellone elettronico la fa da padrone, una divinità capricciosa a cui volgere lo sguardo con il naso all’insù, mentre i trolley sbattono ovunque e tutti corrono sperando di non inciampare inseguendo il binario giusto.

A vincere la battaglia del disagio è però l’aeroporto. Qui, dove tutto appare più complesso, arriva in soccorso il duty-free: l’unico vero luogo sicuro per antonomasia. Uno spazio in cui godere del fresco e lasciarsi andare a provare i tester dei profumi, per dimenticare l’attesa e l’aria stanca dell’ambiente.

Da tutto questo ne usciremo sani, basta convincersi che l’estate, come tutte le situazioni della vita, è un esercizio di pazienza. Quando pensi di non farcela più, ricorda che stai solo raccogliendo le forze per affrontare l’inverno. La cosa importante è ricaricarsi al massimo, perché non sappiamo mai cosa ci riserverà il futuro o la prossima stagione della vita. In questo viaggio non ci sono né vincitori né vinti perché, alla fine, “per quest’anno non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare“.

Alessandra