“Come cittadino, come persona, ho sentito la responsabilità di fare la mia parte. Non basta praticare lo sport, non è sufficiente”, dice il velista Federico Cuciuc alla fine della competizione Les Sables – Les Açores en Baie de Morlaix 2020 in cui ha gareggiato anche per Arché. “Ognuno di noi deve dare il proprio contributo per sostenere la parte più fragile della società di cui inesorabilmente, anche quando siamo in coperta, siamo parte”, spiega convinto.

Per questo ha dato alla sua nave il nome di Casa Marzia, come la comunità mamma-bambino che sorgerà a Roma, ha realizzato un video promozionale in compagnia dell’amica e operatrice di Arché Uli Mittermair e ha promosso una raccolta fondi sui propri canali in favore della Fondazione. “Come sportivo era bello puntare a qualcosa di più importante dell’attività agonistica: sostenere un progetto a fianco di persone in difficoltà, come le mamme e i bambini affiancati da Arché”, spiega Federico che, pur da amatore, è rimasto nella parte alta della classifica fino alla terza e ultima tappa quando le difficoltà tecniche e le condizioni climatiche avverse nel Canale della Manica lo hanno convinto a desistere.

Almeno per quest’anno, anche se già guarda alle sfide future. Sempre a fianco di Arché. “Ho percepito intorno a me tanta approvazione e interesse tanto che delle donazioni sono arrivate anche dagli altri atleti”, dice Federico che ha fatto il possibile per far conoscere le attività della Fondazione e far comprendere la loro utilità. “Il terzo settore è necessario alla società e noi cittadini siamo necessari al terzo settore che può funzionare solo grazie al supporto di tanti”, continua Federico che ha conosciuto Arché passo a passo. “È stato un percorso in due fasi: prima ho capito quanto l’attività di Arché sia importante, poi ho cercato di dare il mio contributo”. Anche con lo sport, sulla sua barca. “Casa Marzia”, per l’appunto.