Come tanti ragazzi e ragazze in tutta Italia, è stato il turno anche di Nicole di affrontare l’esame. Non quello di maturità ma quello di terza media a cui la mamma di origine nigeriana si è preparata nelle scorse settimane con il supporto dell’attività di Arché “Two-gather: riuniamo le parole” e delle volontarie Valeria e Angela. Di Milano la prima, di Roma la seconda. Insieme, in un bell’esempio di didattica a distanza, hanno aiutato Nicole a prendere la licenza media che le aprirà le porte alla agognata qualifica di infermiera.

“Ero agitata e nervosa, ma alla fine è andata bene”, dice con quel sorriso che non le abbandona il viso da quando gli insegnanti le hanno comunicato il risultato positivo. “Le difficoltà maggiori le ho avute nella pronuncia e nella lettura”, ammette, riconoscendo l’importanza dell’aiuto ricevuto dalle volontarie e dal figlio e dalla figlia di sei e otto anni che frequentano le elementari nell’Istituto Comprensivo “P. Borsellino” di Monte Compatri nell’area metropolitana della Capitale. Lo stesso dove Nicole ha raggiunto l’obbiettivo del diploma. “È una scuola molto aperta all’interculturalità che favorisce l’inclusione degli stranieri”, spiega Uli Mittermair, responsabile nazionale dei volontari per Fondazione Arché che ha coinvolto le due insegnanti volontarie e le ha messe in contatto con gli insegnanti con la commissione d’esame. Che hanno suggerito una serie di testi su cui prepararsi con Nicole nelle scorse settimane durante le lezioni da casa.

Tutte si sono svolte, infatti, rigorosamente online, non solo per le esigenze di distanziamento imposte dal Covid-19 ma anche per evidenti ragioni logistiche: Angela abita a Roma, Valeria a Milano. “La distanza, in questa triangolazione, non è stata un problema”, commenta la volontaria che, in queste settimane, ha unito le forze con la collega milanese. “Nelle ultime settimane ci siamo tenute in contatto quasi quotidianamente e abbiamo avuto proprio un bel rapporto, utile a Nicole per raggiungere il risultato sperato”.  Oltre che dalle volontarie, un aiuto importante è arrivato anche dai due figli della donna che ogni tanto comparivano sullo schermo durante le lezioni. “La prendevano affettuosamente un po’ in giro, dicendo di saper meglio l’italiano di lei”, racconta Angela, convinta che  “Nicole si sia proprio sentita spronata da loro”. E, alla fine, per ringraziarli e per festeggiare l’importante traguardo, la neodiplomata non ha dubbi: “A tutti ci spetta una bella cena! È una promessa!”.