In questi giorni ci sono le elezioni europee e le forze della divisione stanno conoscendo un periodo favorevole, soprattutto in Italia. Molti di noi abitiamo in Italia e riteniamo che sia importante tirare fuori la testa dalle sabbie mobili per dire che noi siamo italiani e siamo europei e siamo cittadini del mondo.

Perché a furia di dire soltanto che siamo italiani ci dimentichiamo le altre appartenenze. Ci dimentichiamo di essere umani, per esempio. E ci dimentichiamo gli esseri umani, talvolta. Allora, all’aperto, respiriamo a pieni polmoni: abbiamo radunato diversi amici e abbiamo fatto questo esercizio insieme, senza prevedere le conseguenze di tutto quell’ossigeno. Perché questo Archébaleno, vi avviso, contiene testi eversivi.

Ci siamo accorti che quando siamo silenziosi, lo è anche il nostro Paese e pian piano sprofonda giù, senza che ce ne accorgiamo. Per questo proviamo a disseppellire l’Italia facendo memoria, che spesso ci fa cilecca. Proviamo a farla respirare, a riportarla alla luce delle stelle.

Perché il cielo stellato dell’Europa lo abbiamo potuto vedere quando i fumi della Seconda Guerra Mondiale si sono diradati. L’arcobaleno è tornato ad unire le sponde del continente solo quando la pioggia di bombe ha smesso di scendere. È un attimo dimenticarselo, e forse verrà il giorno in cui questo accadrà, e ce lo dimenticheremo.

Verrà il giorno che impediremo a bambini non italiani di mangiare in mensa insieme ai bambini italiani, e verrà il giorno in cui gli atleti africani non potranno gareggiare in Italia. Verrà il giorno in cui libereremo il Mar Mediterraneo da tutte quelle navi che raccolgono corpi vivi e morti: se nessuno vedrà persone affogare sarà come se queste non siano affogate.

Verrà il giorno in cui voteremo per noi stessi, per noi, e non per i nostri figli e non per i nostri padri, ma per noi. E ci chiuderemo nei nostri localismi e nei locali di casa nostra, padroni, imbracciando un fucile su una sedia a dondolo puntata contro la blindata porta d’ingresso. A nessuno interesserà aprire quella porta, ma sarà allora che noi ci sentiremo finalmente sicuri. Verrà quel giorno ma non vogliamo che sia oggiNot today. Preferiamo sentirci insicuri ancora un po’, di questo siamo sicuri. E respirare aria pulita.

DOSSIER: Uscimmo a rivedere le stelle