L’Italia non è un paese per giovani, purtroppo. Lo certifica l’Istituto Cattaneo che ha preso in considerazione i dati Istat: per la prima volta dal 1861 a oggi, in Italia chi ha più di 60 anni rappresenta un insieme più numeroso rispetto a chi invece ha meno di 30 anni, con il numero dei giovani nel nostro paese che si è quasi dimezzato rispetto al primo dopoguerra. Nel 2018, infatti, gli over 60 rappresentano il 28,7% della popolazione, mentre gli under 30 il 28,4%. E se gli anziani aumentano e votano, i giovani diminuiscono e sono sempre più lontani dalla politica, di conseguenza le varie forze politiche strizzano l’occhio agli over 60, trascurando invece gli under 30.

Di conseguenza, diminuiscono le donne che possono avere i figli e, nonostante gli slogan di parte della politica, i numeri dicono che in Italia non c’è stata un’ondata di immigrati. Il che, almeno, avrebbe avuto come effetto quello di aumentare le nascite (avviene così in molti altri Paesi europei).

Che fare, quindi? Se le risposte spettano alla politica, e non a noi, Arché può soltanto analizzare la situazione partendo dai “suoi” giovani: ragazzi che, nonostante tutto, si impegnano. Cercano. Sorridono. Piangono, certo, ma vanno avanti. Li abbiamo negli occhi, questi giovani. Ci camminano accanto, da noi imparano, ma soprattutto a noi insegnano. Hanno il coraggio dei volontari, la caparbietà delle mamme. Sanno credere in un sogno, e vanno avanti verso i loro obiettivi. Sbagliano, anche. Ma non si arrendono.

Nelle pagine che seguono, trovate i volti di alcuni dei nostri giovani. Le loro storie, le loro riflessioni, ci aiutano a capire un po’ più del mondo in cui vivono. E di quello che sognano.

DOSSIER: Non è un paese per giovani