Oggi, 15 settembre, ricorrono i 25 anni dell’omicidio di mafia di don Pino Puglisi, nel quartiere Brancaccio a Palermo.

Arché ha sottoscritto il 25 maggio 2017 un Protocollo d’intesa con il Centro Padre Nostro e la Fondazione Giovanni Paolo II, cui sono seguite varie forme di collaborazione: visite reciproche, scambi di educatori, ospitalità in vacanza di una mamma e dei suoi figli in montagna… Tra l’altro la nostra cappellina in CasArchè è stata benedetta dal card. Coccopalmerio come Cappellina del “Padrenostro” per segnare il comune intento con il Centro Padre Nostro fondato da padre Pino Puglisi (3P) per una cultura della solidarietà e dell’impegno civile a partire dalla formazione dei ragazzi e dei giovani.

Perché questo fu il motivo per cui la mafia decise di uccidere la sera del 15 settembre 1993 don Pino, perché, come disse uno dei pentiti, Giovanni Drago, “Il prete era una spina nel fianco. Predicava, predicava, prendeva ragazzini e li toglieva dalla strada. Faceva manifestazioni, diceva che si doveva distruggere la mafia. Insomma ogni giorno martellava, martellava e rompeva le scatole. Questo era sufficiente, anzi sufficientissimo, per farne un obiettivo da togliere di mezzo”.

Oggi rinnoviamo insieme con Maurizio Artale, presidente del Centro don Pino Puglisi, e tutti gli amici di Palermo il nostro impegno e la nostra responsabilità perché crediamo che un altro mondo è possibile, perché, come dice don Puglisi: “Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto”.

p. Giuseppe