don enrico galli

Don Enrico all’inaugurazione della Corte di Quarto, nel dicembre del 2019.

Quando abbiamo iniziato a pensare di far casa a Quarto Oggiaro, nel 2015, ci siamo comportati come si faceva una volta: siamo andati in oratorio a presentarci al prete della parrocchia vicina al nostro futuro domicilio, don Enrico Galli.

La semplicità dell’accoglienza di don Enrico cela ai più sprovveduti una fine sapienza relazionale, una chiarezza di visione che crediamo sia riferimento per chi lo conosce e non soltanto per la comunità pastorale. Il suo sguardo buono, in ascolto, è rivolto ad ogni interlocutore, e comunica disponibilità ad esserci nella lietezza e nella difficoltà. Don Enrico ha dato ad Arché il benvenuto a Quarto Oggiaro, ed è lui che ci ha affiancato in questi anni in un lavoro di cesellamento della nostra presenza nel quartiere.

Quando ancora fervevano i lavori in CasArché, l’auditorium della Parrocchia della Resurrezione di Nostro Signore Gesù (Resu per gli amici) ha ospitato il nostro Arché Live, la giornata per gli amici dell’organizzazione. E conserviamo la sorridente timidezza con cui Enrico cerca di sottrarsi dal dire qualche parola durante l’evento.

Don Enrico è stato da subito vissuto come uno “di casa” in CasArché: settimanalmente ha pranzato con le bambine, i bambini, le mamme e gli educatori di Arché. Qualche battuta di spirito e parole sagaci, capaci di portare una riflessione confortante o dribblare uno sfogo nervoso.

Sapere che i ragazzini della comunità mamma bambino di Arché e degli appartamenti di housing sociale della Corte di Quarto frequentano la Resu è un bel sapere: per educare un bambino serve un intero villaggio, è necessaria la consapevolezza che anche fuori dai muri colorati di Arché c’è una cittadinanza educante, capace di entrare in relazioni positive. Per le mamme significa riacquistare fiducia, piano piano, nell’altro.

Questo accade sotto gli occhi benevolenti di Enrico, gli stessi che invitano diversi tra noi al mattino a prendere un caffè sul sagrato con un gruppetto di amiche e amici: intelligente maestro d’orchestra dirige la conversazione, leggera ma non per forza leggerissima, in cui ciascuno trova un suo posto e dice qualcosa di sé e prende qualcosa dagli altri. Una memoria, un sorriso, talvolta perfino una canzone.

Egoisticamente ci dispiace che sciolga gli ormeggi, ma siamo contenti che altre persone e un altro territorio possano godere della sua guida. E la sua presenza in quartiere rimane in tutte le persone con cui è entrato in relazione. Grazie Enrico. Grazie.

Gli amici di Arché