Nella giornata mondiale contro l’HIV e l’Aids il CNCA (coordinamento nazionale comunità accoglienza) ha organizzato una tavola rotonda online per far emergere le criticità collegate alla diffusione dell’HIV e alla Pandemia di Covid-19, che obbligano il sistema sanitario e il sistema dei servizi sociali a ristrutturarsi in maniera profonda per riuscire a tutelare la salute individuale collettiva.

Alla tavola rotonda erano presenti Riccardo de Facci, presidente CNCA, Vittorio Agnoletto, medico, Gabriele Rabaiotti, ass. alle politiche sociali e abitative del comune di Milano, Tiziana Bianchini ed Emanuela Tonello di casa Alloggio A77 e Mari Stagnitta, referente CNCA per l’Aids.

Tra i vari temi trattati, è stato molto interessante quello della sicurezza personale e degli altri che passa innanzitutto dalla responsabilità personale, a partire da gesti semplici ma che possono salvarci come indossare la mascherina per proteggerci dal virus Covid e indossare il preservativo prima di un rapporto sessuale per evitare e così sconfiggere il contagio da HIV.

Il medico e immunologo Vittorio Agnoletto, famoso per le sue battaglie in questo campo, ha ribadito che la vicinanza oggi percepita come rischio non deve però diventare distanza dal problema. Bisogna, invece, creare alleanze tra le persone e con le istituzioni e strutture sanitarie. Pur mettendo in chiaro alcune difficoltà e criticità emerse proprio nella gestione della Pandemia Covid, come ad esempio la difficoltà nel somministrare i tamponi, ha evidenziato appunto come serva responsabilità e consapevolezza personale senza deleghe: ognuno può fare la sua parte.

Prima ancora di vaccini, tamponi, cure etc., è importante che io sia consapevole del rischio che corro e che faccio correre agli altri. se non proteggo me e gli altri nelle relazioni e nei rapporti intimi. È il primo passo ma quello più efficace per interrompere la catena di contagi.

Di certo la pandemia Covid-19 ha fatto emergere come la struttura sanitaria da sola non sia riuscita a reggere l’urto. C’è stato un rallentamento e in alcuni casi la chiusura delle attività degli ambulatori: la mancanza di personale e l’emergenza sanitaria hanno messo in serio rischio anche la salute dei malati HIV.

È intervenuta anche la dott. Maria Stagnitta che  nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di un concetto centrale per la prevenzione dei contagi: nessuno è davvero al sicuro se tutti non lo sono.

Il ritardo delle diagnosi e dei controlli, dovuti come già si diceva, alla carenza di personale e alle difficoltà delle strutture sanitarie, ha fatto aumentare il numero di coloro che hanno scoperto tardivamente di essere contagiati. Un elemento, il tempo, molto importante per la cura che va iniziata presto e soprattutto ha bisogno di continuità.

La sicurezza passa di certo anche per l’accesso al vaccino, che si spera possa essere disponibile a tutti, evitando ulteriori discriminazioni e disuguaglianze, come nel caso delle cure per HIV che come sappiamo a causa dei costi elevati non hanno una accessibilità per tutti. Se si è poveri, si rischia di non avere nemmeno le cure. Le similitudini tra le due pandemie, una per fortuna meno grave oggi, quella da HIV/AIDS e l’altra da Covid-19 sono tante, a partire dal coinvolgimento personale nella responsabilità verso sé stessi e gli altri.

La quotidianità della vita delle persone affette da Aids è stata, invece, raccontata dalla educatrice della casa alloggio A77, Floriana, che nel suo intervento ha riportato 4 parole chiave.

Casa. Quella dove sono accolte le persone in cura e che rappresenta il sistema degli affetti e della relazione e un tempo di riflessione personale con percorsi di sostegno e accompagnamento individuale.

Tempo. Quello che serve per pensare e costruire e decostruire sé stessi a partire dalla presa di coscienza di ciò che ci accade intorno.

Cura, individuale e di gruppo. Già lo stare insieme diventa elemento di cura perché non tutto si risolve solo ed esclusivamente con le cure farmacologiche.

Famiglia. Non una famiglia qualunque o tradizionale, ma allargata e capace di far nascere relazioni importanti

 

Ginevra Nieri