La ripresa passerà dalla cura dell’altro, dei più deboli, dei più piccoli, Ne è convinta la ricercatrice Giovanna Badalassi, che ha curato il rapporto di Cesvi, Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia, presentato martedì 15 durante una conferenza stampa online: “la cura delle persone sarà determinante per la ripresa economica” . A lei è spettato il compito di illustrare i risultati della ricerca che, per il terzo anno consecutivo, pone attenzione sullo stato di benessere dei bambini nelle diverse regioni italiana: “Non è un indice che misura quanto i bambini vengono maltrattati ma che analizza il contesto in cui i bambini crescono”, ha detto, spiegando come siano stati presi in considerazione non solo “le condizioni che portano alla violenza contro i minori, i fattori di rischio, diciamo, ma anche i servizi che possono prevenirla”.

Per ognuno degli indicatori individuati, le ricercatrici hanno stilato una classifica delle regioni italiane, valutandole in base a una serie di parametri. Ad esempio la “capacità di vivere una vita sicura” viene valutata da altri tre indicatori: gli adulti ospiti dei presidi residenziali coinvolti in procedure penali o in custodia alternativa, i servizi sociali di integrazione sociale e i centri antiviolenza e le case rifugio. In un panorama nazionale, contraddistinto da una generale flessione nella disponibilità dei servizi per l’infanzia, le ricercatrici hanno individuato le regioni più virtuose in l’Emilia-Romagna, seguita da Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto mentre quelle con le condizioni più critiche sono Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Lazio che si confermano regioni a “elevata criticità”. 

Un’attenzione particolare, con un capitolo dedicato appositamente, è stata posta sulle sfide poste dalla pandemia del Covid e sulle conseguenze che il lock down hanno avuto sui più piccoli. Nonostante una diffusa disponibilità degli operatori a mettersi in gioco durante quella fase, da più parti è stato registrato un peggioramento delle condizioni di salute mentale dei bambini, enfatizzando sia le criticità che i punti di forza strutturali già esistenti nelle varie regioni italiane in relazione al rischio di maltrattamento all’infanzia. 

È un timore ribadito anche dalla ministra Elena Bonetti che ha detto che “bisogna individuare le situazioni già fragili che rischiano di degenerare e che bisogna affrontare subito”. In questo un ruolo fondamentale lo ha l’ambito educativo, e in particolare la scuola che deve essere integrata con il territorio. Il primo passo suggerito dalla ministra è l’istituzione di presidi per giovani e famiglie che evitino episodi di violenza, facendo capire che c’è una comunità “pronta a rispondere alle domande e alle esigenze di famiglie e non solo.”

Èd è proprio sul territorio che si gioca la sfida del contrasto al maltrattamento all’infanzia con la creazione di servizi integrati, superando le ancora profonde differenze tra regioni del Cemtro-Nord e del Centro-Sud.