Circa un anno fa ho conosciuto Giorgio e la sua famiglia, dove ho iniziato a lavorare in sostituzione di un’altra operatrice del Sostegno Educativo di Arché, accreditato con i Servizi Sociali del Comune di Milano. Da subito, nulla è stato facile: Giorgio non mi voleva vedere, c’erano giorni in cui non solo non mi parlava per interi pomeriggi, ma se lo faceva, era per insultarmi. Anche il fratello maggiore, Andrea, è inserito nello stesso progetto con, in più, il sostegno scolastico. Su Andrea grava una diagnosi di “Disturbo Oppositivo Provocatorio” e le attenzioni della famiglia erano rivolte esclusivamente su Andrea mentre Giorgio, dal canto suo, si mostrava come “un duro”, deciso a nascondere il buon carattere e le valide attitudini.

Le ore con Giorgio passavano a proporre attività che puntualmente non venivano accettate e, quelle rare volte in cui si riusciva ad andare al bowling o al cinema, il tragitto, a piedi o sui mezzi, veniva colorito da comportamenti e gesti davvero poco consoni alla situazione. Ma, inaspettatamente, dopo quasi un anno di intervento, c’è stata una piccola grande svolta: la cucina!

E’ nato tutto per caso, da uno di quei rari momenti in cui ero riuscito ad organizzare qualcosa insieme. In particolare, quel pomeriggio, avevamo pensato di preparare una torta per festeggiare insieme la Pasqua prima dei giorni di vacanza. In quella occasione, ho potuto notare come Giorgio fosse molto interessato e divertito e così, dall’incontro di una passione comune, è nata una piacevolissima attività da fare insieme, uno spazio nostro in cui Giorgio non vuole che nessuno entri.

La nostra passione comune si è trasformata in un appuntamento fisso dove, gli ingredienti base erano:

passione per la cucina

  • improvvisazione
  • inventiva e fantasia
  • una spolverata di allegria

Col passare del tempo i nostri ingredienti sono diventati di più, più complessi e sofisticati: abbiamo aggiunto un po’ di ordine, un pizzico di tecnica e curiosità, il tutto guarnito da tanta soddisfazione e fiducia in se stessi.

Oggi, i nostri incontri hanno assunto un diverso significato. Infatti, attraverso la cucina stiamo imparando a dialogare, a trasformare le regole della cucina in regole più generali di vita, in fasi per raggiungere un obiettivo. Cucinando stiamo crescendo insieme, lui nella sua vita, io nel mio lavoro con lui.