Un nido oltre i confini

Interventi a tutela della maternità ristretta e dei minori

Un nido oltre i confini

Il progetto ha come macro-obiettivo la definizione di percorsi di consapevolezza – dall’individuazione dei bisogni percepiti, alla costruzione condivisa della soluzione – capaci di generare un’offerta reale di attività culturali-creative gestite dai giovani, che da una parte stimolino le aspirazioni, dall’altra li responsabilizzino verso il futuro.

Attraverso “Un nido oltre i confini: ​Interventi a tutela della maternità ristretta e dei minori” intendiamo supportare madri e bambini accolti all’interno dell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri di Milano e presso la sezione Nido del Carcere di Bollate.

Per farlo ci avvaliamo di un’equipe educativa che dovrà porre l’attenzione nella creazione e/o mantenimento di una positiva relazione madre-figlio, supportando la madre. Gli obiettivi e le azioni del progetto sono i seguenti.

–          Accompagnamenti ad attività esterne alla struttura. In considerazione delle esigenze dei minori, il progetto intende avviare azioni affinché il bambino frequenti attività fuori dalla struttura. Le azioni si articoleranno in:

  • accompagnamenti alle attività scolastiche;
  • accompagnamento ad uscite e attività sul territorio.

–          Attivazione ed integrazione attività di volontariato. Per favorire la socializzazione e le relazioni tra pari il progetto intende avvalersi del supporto di volontari che accompagneranno i bambini nei luoghi di aggregazione:

  • accompagnamenti ad attività esterne;
  • partecipazione ad attività ricreative organizzate da Fondazione Arché: gite, attività laboratoriali, spettacoli teatrali, attività sportive;
  • attività ludico-ricreative organizzate da servizi presenti sul territorio.

–          Supporto alla genitorialità e maternità

Supporto al percorso gestazione-nascita e primo anno di vita del bambino:

  • attività a sostegno della maternità multiculturale;
  • cura e attenzione nella creazione e/o mantenimento di una positiva relazione madre-figlio;
  • osservazione della diade mamma-bambino e colloqui con la madre stessa, per attivare interventi ad hoc.

–          Cura del minore durante la partecipazione della madre a momenti di formazione o lavoro

Tenendo presente le esigenze formative o lavorative della madre e della partecipazione alle attività di integrazione proposte dagli istituti penitenziari, il progetto intende occuparsi del minore attraverso la presa in carico degli operatori e il sostegno dei volontari. L’equipe educativa si riserva la possibilità di offrire alle madri attività formative già sperimentate da Fondazione Arché.

–          Spazi di riflessione ed elaborazione di una narrazione del percorso detentivo al proprio figlio

Per potenziare la riduzione degli effetti detentivi sul minore è necessario un lavoro sulla qualità relazionale della diade mamma-bambino. Verrà offerto uno spazio di supporto, singolo o di gruppo, e sarà favorito un ambiente dove i genitori potranno confrontarsi, costruendo una modalità narrativa capace di rispondere alle domande e dei figli.

–          Promozione della cittadinanza attiva

La cittadinanza attiva vuole portare alle donne detenute spazi di riflessione e confronto sul senso della giustizia riparativa, come forma di comprensione del mancato impegno civile. L’esperienza con attività specifiche di volontariato vogliono valorizzare la consapevolezza delle proprie azioni, in un’ottica di solidarietà condivisa. Le azioni sono:

  • supporto alla quotidianità da parte dei volontari
  • laboratori di educazione civica e gruppi di dialogo su temi della giustizia riparativa, in rapporto al vissuto della detenuta

–          Rafforzare i legami, elaborare i conflitti e costruire processi virtuosi nei rapporti intra ed extra famigliari

In quest’ottica sarà necessario investire sul mantenimento e consolidamento delle relazioni, promuovendo le seguenti azioni:

  • un servizio struttur