consapevolezza

Immagine realizzata da Rhea Jane Ibarra

Viviamo in un mondo che va veloce, in cui il nostro pensiero tende a ondeggiare incessantemente tra passato e futuro.

Spesso ci perdiamo nei rimpianti per ciò che è stato o nelle ansie per ciò che deve ancora venire. Il nostro corpo è sballottato da un posto all’altro, che sia online oppure “onlife”. Per spiegare questa esperienza prendo in prestito le parole di Luciano Floridi che ha usato spesso l’analogia della Società delle Mangrovie:

[…] Vorrei descrivere la nostra società come la società delle mangrovie. […] Le mangrovie crescono in un clima meraviglioso dove il fiume (di acqua dolce) incontra il mare (di acqua salata). Ora immaginate di essere in immersione e qualcuno vi chiede: «L’acqua è salata o dolce?». La risposta è che: «Mio caro, non sai dove siamo. Questa è la Società delle Mangrovie. È sia dolce che salata. È acqua salmastra». Quindi immagina che qualcuno ti chieda oggi: «Sei online o offline?». La risposta è: «Mio caro, non hai idea di dove ti trovi. Siamo in entrambi».

Luciano Floridi – TheWebConference 2018, Lione, Francia

In questo scenario il lavoro educativo porta con sé una grande sfida: imparare a sostare nel presente. Ovunque esso si verifichi. Per poter essere promotori del cambiamento, non è sufficiente che il nostro corpo sia qui se la nostra mente è distratta da notifiche, incombenze, se il nostro cuore è perturbato dalla speranza o dalla preoccupazione.

Essere presenti per l’altro e soprattutto con l’altro significa riconoscere ed esplicitare l’importanza del momento attuale. Ogni istante condiviso è unico e irripetibile, una preziosa opportunità, la materia prima del lavoro educativo. Allora per poter sostare nel presente è necessario allenare la consapevolezza: la capacità di essere pienamente presenti e attenti al momento attuale, con tutti i sensi e senza distrazioni o giudizi.

Essa implica un’osservazione attenta dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni fisiche, permettendo di riconoscere e accettare la realtà nel qui e ora. La consapevolezza per tutti noi è come un muscolo: richiede allenamento costante per svilupparsi e rafforzarsi.

All’inizio, può sembrare difficile e faticosa, ma con la pratica regolare diventa sempre più naturale e potente. Esercitare la consapevolezza affina la nostra capacità di essere presenti. Allenando questo “muscolo” quotidianamente, possiamo affrontare le sfide della vita con maggiore equilibrio e resilienza.

La consapevolezza per l’educatore nel lavoro con le famiglie è una cassetta degli attrezzi in continuo aggiornamento, che ci consente di sostare con sufficiente solidità nel cantiere in costruzione del presente condiviso, per provare a gettare le basi del cambiamento possibile.

Giorgia Falanga

Nelle prossime settimane pubblicheremo tutti i capitoli del “Lessico Resistente”, ciascuno accompagnato da un’immagine di Rhea Jane Ibarra.

📖 Lessico Resistente – p. Giuseppe Bettoni, Vittoria Veneroni e Giada Violanda
🫀 Abbandono – Martina Savi
⛔ Esclusione Sociale – Gloria Dentico
🥀 Indifferenza – Giada Violanda
🪷 Rinascita – Asia Cesareo
🌼 Accettazione – Vittoria Veneroni
❤️‍🩹 Riconoscenza – Valentina Zeghini
🛝 Attesa – Pina Pinto
🐘 Apparenza – Nicole Mezzanzanica
🗣️ Giudizio – Sara Capelli
🖼️ Determinazione – Mariuccia Magri
☀️ Esistenza – Agnese Pirolo
🌈 Oltre – Valentina De Fazio
💧 Cambiamento – Helena Ortu
🫱🏼 Ricaduta – Elisa Cavoretto
🏠 Condivisione – Mariangela De Luca
⛰️ Possibilità – Eugenio Tagliabue
❤️ Razzismo – Rossella Lovecchio
🧠 Violenza – Michela Scaccia
🙌🏼 Inclusione – Paola Ciaglia
💛 Coraggio – Cristiano Valanzano