Se essere cittadini solidali significa entrare nell’ordine di idee che siamo tutti ospiti del mondo e che abbiamo la responsabilità di come lo consegneremo ai nostri figli, allora saremo consapevoli che ogni conflitto, ogni catastrofe sono una ferità per il ben-essere di ognuno. E’ solo coltivando la pace e la cultura della non violenza e operando nel rispetto della giustizia e della solidarietà che nascono frutti di progresso per la nostra umanità.
E’ per questo che prima di congedarci per le ferie estive vogliamo porre l’attenzione su una notizia a cui né il sistema mediatico, né la Comunità Internazionale hanno dato il dovuto risalto: l’emergenza umanitaria nel corno d’Africa, una delle crisi più gravi della storia. Da giorni, oltre dieci milioni di persone patiscono la peggiore siccità a memoria d’uomo. La situazione è drammatica e le conseguenze rischiano di aggravarsi ulteriormente.
 
In Somalia a rendere ancora più drastici gli effetti della siccità si aggiunge una crisi politica e militare che non trova soluzione da vent’anni. Migliaia di persone stanno abbandonando le loro case per rifugiarsi nei paesi vicini. A Dadaab, in Kenya, in pochi giorni si è passati da 300 mila a 400 mila sfollati, un incremento che mette a dura prova le già limitate risorse delle agenzie umanitarie.
 
L’attenzione e la mobilitazione dell’opinione pubblica saranno decisivi affinché decine di migliaia di persone non restino vittime di una nuova crisi d’indifferenza.
Per approfondire vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera