Arriviamo all’Arché Vintage Solidale alle 9:35 di una caldissima giornata di luglio. Il charity shop di Fondazione Arché si trova in via Adeodato Ressi, nel cuore del quartiere della Maggiolina dove nacque Arché ormai 35 anni fa.

Dentro ci attendono Antonella e Patrizia, due delle volontarie di lunga data che in questi anni si sono occupate di portare avanti il negozio. Si scusano per l’attesa mentre finiscono di spolverare e mettere a posto alcuni vestiti, ma non c’è bisogno di scusarsi. Ne approfittiamo per curiosare tra gli scaffali. «Ormai è rimasto poco,» dice Antonella, «a inizio mese la promozione con tutto a un euro ha attirato tante persone».

A fine luglio l’Arché Vintage chiuderà, e vicino a CasArché saltuariamente apriremo un hub dedicato all’acquisto solidale di mobili, abbigliamento, oggetti e curiosità varie. La vendita promozionale ha aiutato i magazzini a smaltire le tante donazioni che nel tempo abbiamo ricevuto, e a facilitarci poi nello spostamento nel nuovo spazio. Ma prima che la serranda s’abbassi per l’ultima volta, abbiamo voluto raccontare questa storia di volontariato e solidarietà durata quasi vent’anni.

[📸 Elena Repetto]

 

Antonella ci confida di quando nei primi anni 2000 si è avvicinata ad Arché: dopo essere andata in pensione, frequentando la Parrocchia Sant’Angela Merici, chiese all’allora parroco p. Giuseppe Bettoni in che modo potesse rendersi utile come volontaria. Inizialmente le chiese di dare una mano negli uffici: l’attenzione sul tema dell’HIV era ancora alta e per Arché era importante entrare negli istituti scolastici per parlare di prevenzione con psicologi e psicoterapeuti; Antonella fungeva da tramite proprio con le scuole.

Dopo qualche tempo, cercando un’attività più distante da quella che era stata la sua vita lavorativa precedente in ufficio, iniziò a collaborare alla realizzazione dei vari mercatini solidali di Arché, un embrione di quello che sarebbe poi stato “il Vintage”, come viene chiamato in breve da volontarie e frequentatori.

Aperto ufficialmente nel 2007 sul modello dei charity shop anglosassoni, è diventato nel tempo un luogo dalle molteplici anime. Era possibile donare abiti e oggetti per dare loro una seconda vita; era possibile acquistarli, alimentando così un consumo sostenibile ispirato all’economia circolare; inoltre chi acquistava i capi sosteneva le attività e i progetti di Arché a sostegno di donne e bambini. Ma oltre a questa attività più “commerciale”, il Vintage nel tempo è diventato un luogo di socialità nel quartiere e per il quartiere. «Spesso capitava che qualcuno entrasse per dare semplicemente un’occhiata per poi fermarsi a chiacchierare, condividendo anche storie della propria vita. Non so il motivo, ma probabilmente quando ancora non ci si conosce si è più inclini ad aprirsi, perché chi ascolta non giudica».

Facciamo una domanda di cui sappiamo già la risposta: «Cosa ci mancherà del Vintage? Tutto! Vedersi e incontrarsi ogni settimana tra volontarie, fermarsi a pranzo insieme, accogliere le persone nel negozio, sentirsi utili e gratificate».

Per venti anni il Vintage ha rappresentato una realtà peculiare del lavoro sociale. Un negozio aperto dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio, gestito interamente da un gruppo di circa 20 volontarie, quasi tutte del quartiere: «In realtà c’era anche una volontaria che arrivava qui tutti i giorni in bici da Fieramilanocity, praticamente dall’altro lato della città». Alcune si conoscevano già fra di loro, altre sono diventate volontarie grazie al passaparola, e tante amicizie sono nate proprio durante i turni in negozio.

Anche la comunicazione social è stata gestita in forma volontaria, con grande passione e profonda competenza, da Paloma, che dal 2015 si è occupata di comunicare il Vintage ponendo l’accento sui valori oltre che sugli abiti e gli oggetti. Roberta invece ha avuto un ruolo da coordinatrice, organizzando i turni delle volontarie, smistando e controllando le donazioni ricevute, stabilendo i prezzi di ogni singolo capo. E infine Nando, punto di riferimento sin dagli inizi, sia per il Vintage che per la Fondazione, che proprio in queste settimane abbiamo salutato con un post dedicato ai suoi 19 anni di volontariato giunti al termine.

Si dice che tutte le cose belle finiscano. Ciò che è stato il Vintage è insostituibile nel cuore di chi l’ha vissuto, perciò possiamo solo unirci nella malinconia che solca questa caldissima giornata di luglio. Ringraziamo tutte e tutti: operatori e operatrici; volontarie e volontari; le persone del quartiere e la Maggiolina, prima “casa” di Arché; chiunque abbia donato i propri abiti, accessori, libri e oggetti; le frequentatrici abituali e i clienti occasionali; chi è passato per scambiare due chiacchiere e chi entrava solo per cercare un po’ di ristoro al fresco del negozio. Faremo tesoro di ciò che abbiamo imparato e proveremo a portare avanti questa preziosa eredità.

Grazie.

 

Dal 20 luglio 2026 l’Arché Vintage Solidale rimarrà chiuso. In parte l’attività sarà trasferita al Hub di Fondazione Arché in via Cardinal Carlo Maria Martini 12, accanto a CasArché.
I canali social del Vintage Solidale racconteranno questo trasferimento e continueranno a essere aggiornati con tutti i prossimi appuntamenti ed eventi. Seguici per non perderti nessuna novità.

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