“Non c’è alternativa. Non esiste la società, esistono solo gli individui” dichiarava Margaret Thatcher nel 1987, fissando un paio di assiomi: che l’essere umano persegue solo i propri interessi, e che il bene comune nascerebbe magicamente dalla legge della concorrenza.
Una pietra tombale così pesante che porta i pesci prima a smettere di interrogarsi sull’acqua, poi a non riconoscerla più come acqua, infine a non sapere della sua esistenza. Perché Italo Calvino scriveva che due sono i modi per non soffrire dell’inferno dei viventi, e il primo è accettarlo e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

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E il secondo modo? In questo ArchéBaleno proviamo a capovolgere tutto, per affrettare la venuta del mondo nuovo, prima che tra emergenza climatica e militarismo rimaniamo tutte e tutti impantanati nel chiaroscuro: il minotauro è reso tale da chi gli ha eretto un labirinto intorno, con una foga edilizia che ha impedito qualunque fuga e meriterebbe qualche inchiesta.
Sì, ma il secondo modo per non soffrire dell’inferno dei viventi? “Il secondo modo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui”. Cerchiamo ciò che nel chiaroscuro è arcobaleno e facciamolo durare, e diamogli spazio, scriverebbe Calvino.
La pietra pesante diventa pensante, e abbatte il labirinto. Ieri ho sentito su Instagram (su Instagram!) la frase di una persona con sindrome di Down, citata da un Vescovo Ausiliare di Milano: “Credo in Dio se è down come me”. Capovolge tutto, a prescindere dalla fede in qualsiasi religione. Ecco, quella è un’alternativa.
Paolo Dell’Oca
Portavoce di Fondazione Arché
Gli articoli dell’ ArchéBaleno 73
💲 Il prezzo del capitalismo – Paolo Dell’Oca
🧪 Gli antidoti alla mostruosità pervasiva che ci circonda – p. Giuseppe Bettoni
👹 Ogni mostro nasce dentro un labirinto – Matteo Camerini
🦉 Il sogno della ragione genera mostri – Giuseppe Mazza
🌗 In questo chiaroscuro – Caterina Pozzi
👨🏻🏫 «Educare è un fatto sociale»: dialogo con il prof. Sergio Tramma – Simone Zambelli
🏡 Rinascere nelle relazioni: conversazione con p. Giuseppe Bettoni – Simone Zambelli