Casa Sofia è ufficialmente operativa, ampliando i servizi dell’Area Housing di Fondazione Arché. La struttura nasce per accogliere i nuclei familiari in un ambiente dedicato, trasformando la memoria di Sofia Prosperi in un progetto che mette al centro la dignità della persona.
Il progetto ha vissuto un momento di profonda partecipazione lo scorso 15 marzo, giorno in cui Sofia avrebbe compiuto sedici anni. In questa data simbolica, oltre centocinquanta persone tra familiari, amici e compagni di scuola si sono riunite a CasArché per onorare la sua memoria. Durante la giornata i partecipanti hanno visitato Casa Sofia e gli spazi della Fondazione, conoscendo da vicino i luoghi dove si costruisce il futuro delle mamme e dei loro bambini. Uno dei momenti più emozionanti è stata la scrittura di piccoli pensieri dedicati a Sofia: i messaggi, legati a cinquanta palloncini bianchi, sono stati lasciati volare in cielo come gesto collettivo di gratitudine e come segno di speranza per l’inizio delle attività della struttura.
L’iniziativa nasce dalla volontà dei genitori di Sofia, Roberta e Matteo, di trasformare il dolore per la tragica scomparsa della figlia a Crans-Montana in un’opportunità di riscatto per chi vive situazioni di fragilità. Questo impegno si fonda su un rapporto di fiducia con Arché lungo oltre trent’anni e mira a offrire risposte a donne e minori con vissuti di sofferenza o privazione.
La direzione lavori della ristrutturazione di Casa Sofia è stata affidata nuovamente allo studio di architettura 23bassi, consolidando così una partnership e un’amicizia di lunga data. Lo spazio può ospitare fino a 8 persone in condivisione, nuclei composti da mamma e bambini, per un periodo di semiautonomia abitativa di circa 24 mesi. Si tratta di un cammino strutturato che pone al centro la relazione genitoriale attraverso un lavoro educativo quotidiano. Oltre all’alloggio, il progetto prevede un supporto costante per l’orientamento professionale, l’educazione finanziaria e l’inserimento nei servizi del territorio. Il traguardo finale è il raggiungimento di una piena indipendenza personale e lavorativa, costruita passo dopo passo insieme all’équipe della Fondazione.
La collocazione della casa all’interno di CasArché, accanto alla comunità Casa Adriana e agli uffici della Fondazione, permette alle mamme di beneficiare di una vera rete di prossimità. La vicinanza con gli appartamenti della Corte di Quarto favorisce lo scambio costante con volontari e altre famiglie, rendendo la condivisione lo strumento principale per favorire l’autonomia. In questo contesto di vicinato, ogni donna e ogni bambino hanno la possibilità di guardare al futuro con rinnovata fiducia.
Per tutte le foto presenti nell’articolo si ringrazia Giulia Sciacca.
Casa Sofia fa parte del progetto Sentirsi a Casa, e la sua realizzazione è stata possibile grazie a: 23bassi, AIS – Associazione Italiana Sommelier, Fondazione Banca Popolare di Milano, Ceramica Fioranese – Ceramiche Coem, Contract District Group, Enel Cuore, Equita, Fantini Rubinetti, Bracco spa, Fondazione Cariplo, Fondazione Costruiamo il Futuro, Fondazione De Agostini, Fondazione Futura, Fondazione Ico Falck, Fondazione Monte di Lombardia, Fondazione Paola A. E. Frassi, Fondazione Peppino Vismara, Galbiati srl, International Schools in Italy, Qu srl, Simmons & Simmons, Chiara Boroli e tanti donatori privati.














