Arché incontra Rosaria, Alì e la loro bimba Maria* a Roma in un momento molto critico: smarriti, alla deriva, con un passato burrascoso e senza più forze né punti di riferimento. Si attivano subito gli interventi domiciliari in favore di Maria: Lea, l’educatrice, passa con lei pomeriggi tra giochi, disegni e attività attraverso i quali favorisce processi di crescita, maturazione personale e relazionale.

La bimba ha già alle spalle esperienze difficili e ha una patologia ossea che le impedisce di camminare normalmente, ma è curiosa, partecipe e risponde agli stimoli con grande slancio.

Arché le è accanto anche quando deve affrontare le operazioni chirurgiche e deve stare a casa per mesi senza potersi muovere. Anche in quest’occasione Maria dimostra la sua forza, e con la riabilitazione inizia a camminare senza più problemi e ad andare a scuola, fino a quel momento mai frequentata: da lì, fiorisce! Trascorre le sue giornate ridendo, cantando e colorando come ama fare e il pomeriggio a casa ritrova l’educatrice, che tanto adora.

Purtroppo per mamma e papà non bastano i giochi al parco, gli amici di scuola e le fiabe lette con Lea perché il loro disagio viene da molto lontano e ancora non accettano di aver bisogno di aiuto.

Arché è di nuovo al loro fianco, con il servizio domiciliare, per aiutarli ad aiutarsi. Con il servizio sociale territoriale attiva un progetto utile alla ricerca di un nuovo alloggio e al mantenimento dell’affitto per ovviare all’ennesimo sfratto e si dispone a pagare un corso di formazione professionale per Rosaria, affinché possa realizzarsi e acquisire una futura sicurezza economica.

Intanto che il tempo passa e che la relazione con il servizio domiciliare cresce, Alì e Rosaria si fidano e si affidano per molti aspetti della loro vita personale, di coppia e come genitori. Hanno davanti ancora un lungo percorso, ma da qui stanno ripartendo e da qui continuiamo ad accompagnarli in un nuovo capitolo della loro storia!

Questa storia è tratta dal Bilancio Sociale 2019 di Fondazione Arché.