Stare insieme. Imparare col sorriso. Creare legami che durano. L’appena concluso doposcuola “C’è tempo” è stato ciascuno di queste azioni ma è stato anche qualcosa di più: è stata una vera e propria scuola di cittadinanza per la decina di ragazzi e ragazzi di origine straniera tra gli 11 e i 13 anni che nelle ore del doposcuola presso CasArché non solo hanno affinato la loro conoscenza della lingua italiana ma hanno anche imparato il valore dello scambio e della convivenza tra culture differenti. Nell’emblematico cartellone realizzato alla fine, infatto, “da un lato ci sono le bandiere delle tre nazionalità dei paesi di provenienza dei ragazzi (Brasile, Marocco, Egitto) mentre dall’altro c’è il Tricolore”, dicono le educatrici del corso Monica, Giorgia e Giada, aggiungendo che “in mezzo ci sono immagini di mani unite e un concerto a rappresentare il desiderio dei ragazzi e delle ragazze di stare insieme e di divertirsi”. Per loro, infatti, il doposcuola è stato anche un’occasione di socialità con i pari dopo i mesi del lockdown e della didattica a distanza: “Alcuni di loro in Italia sono arrivati poco prima del lockdown di marzo 2020, altri hanno vissuto la famosa seconda ondata senza riuscire a inserirsi davvero a scuola, vivendo la DAD proprio nell’ultimo anno della scuola media o elementare”, spiegano le educatrici che sono riuscite a creare un’alchimia relazionale con i ragazzi e le ragazze attraverso i modi più estroversi e creativi: “la musica che non è mai mancata nei nostri pomeriggi; i gesti, le danze di ognuno, i giochi con le carte, i compiti, il biliardino”.

Alla fine il bilancio è stato positivo sia per i ragazzi e le ragazze che hanno appagato il loro naturale desiderio di relazioni e la loro istintiva voglia di apprendere, “al doposcuola la mente cresce”, ha detto, infatti, Z., sia per le educatrici, soddisfatte di aver visto i ragazzi entusiasti “per uno spazio aperto e coinvolgente capace di alternare momenti di studio a coinvolgenti attività più strutturate in ambito culturale, artistico, sportivo”.

Il rientro a scuola a settembre, in qualunque modalità si svolgerà, sarà più sereno per tutti.

[C’è Tempo è un’iniziativa finanziata da Regione Lombardia a supporto degli interventi di conciliazione vita-lavoro]