Bonomi Selvaggi Padoan

Questo è il fiore. Cura dell’altro e dell’ambiente per una primavera dell’umanità”. Presentiamo con queste parole l’Archè Live 2020 che si svolgerà sabato 3 ottobre (in diretta sui nostri social network: sulla pagina Facebooksul canale YouTube) con un occhio al presente e uno al futuro: “Dove siamo? Dove andiamo?“, infatti, sono le domande del dibattito del mattino che porrà al centro l’inevitabile intreccio tra diritti ambientali e sociali oltre che umani. Lo stesso che l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco ha ben espresso, mettendo in evidenza come ci sia una sola grande crisi ambientale e sociale e non due.

Con la moderazione di Stefano Arduini, direttore di Vita Non Profit, la tavola rotonda vedrà confrontarsi tra loro i relatori saranno Sabrina Bonomi, fondatrice della Scuola di Economia Civile, Danilo Selvaggi, direttore generale della LIPU, e Daniela Padoan, curatrice del recente volume “Niente di questo mondo ci risulta indifferente“: ve li presentiamo con piccole gocce tratte dai loro percorsi lavorativi e culturali.

Sabrina Bonomi

Professore Associato, Università telematica e-Campus, attraverso la sua ricerca ci conduce nel vasto e complesso tema dell’economia civile. È tra i fondatori, della Scuola di Economia civile, per la quale interviene in conferenze e dibattiti sull’intero territorio nazionale allo scopo di sensibilizzare sulla centralità delle persone, del bene comune e della felicità pubblica in economia.

Tra tutti i suoi studi ha anche analizzato le organizzazioni ibride, tra profit e non profit, che definisce “Ponti per la tutela dei beni comuni“.

Le imprese sociali svolgono un ruolo chiave nel consentire un lavoro istituzionale costruttivo di raccordo negli ambiti organizzativi complessi e talvolta conflittuali tipici del nostro tempo e che la co-creazione di valore che ne consegue è una forma di tutela del bene comune

Danilo Selvaggi

Direttore generale della LIPU, Danilo Selvaggi interviene con continuità e spessore sui temi socioambientali, essendo capace di leggerne i profondi e inestricabili legami: il mondo sociale e il mondo ambientale sono lo stesso mondo.

«L’impegno individuale assume oggi una valenza speciale di fronte alle difficoltà vissute da qualsiasi governo o amministrazione pubblica, in una situazione di generale e quasi totale ingovernabilità. Non c’è governo o amministrazione, oggi, in grado di salvare da solo un territorio, una città, uno Stato, senza il supporto atomico dei cittadini. La qual cosa non deve certo rappresentare un alibi per la politica, né esimerla dal diventare migliore (al contrario, è urgente che accada), ma rappresenta una precondizione per il cambiamento. Responsabilità individuale, impegno di ciascuno, spontaneismo ragionato: sono le regole auree, strategiche, della società del ventunesimo secolo» (da I giusti).

Daniela Padoan

Chiuderà la tavola rotonda Daniela Padoan, scrittrice, saggista e presidente dell’Associazione Laudato Sì- un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale, nata proprio sei mesi dopo la pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco e dalla quale prende il via anche il libro “Niente di questo mondo ci risulta indifferente”.

Il clima, i diritti umani e la giustizia sociale sono temi interconnessi su cui verte la riflessione a più voci di scienziati, economisti ecologisti e non solo. Papa Francesco ci ricorda come «la sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare».

Il libro, proprio a partire da questa sfida, ci ricorda come il compito che ci sta di fronte, l’ecologia integrale per l’appunto, consiste nella «necessità di riparare il dissidio tra esseri umani e natura, e nel ricostruire il tessuto strappato dell’uguaglianza, dei diritti, della solidarietà internazionale poiché giustizia ambientale e giustizia sociale sono indissolubilmente connesse».

I 18 capitoli toccano i temi del clima, delle migrazioni, dell’accoglienza, della cittadinanza, della democrazia, della finanza, del lavoro, della salute fino a accennare anche a una nuova pedagogia degli oppressi. A supporto di quanto sostenuto, si offrono dati e analisi che delineano un quadro abbastanza fosco che invita a una risposta collettiva alla sfida urgente che ci sta davanti.

Non abbiamo più tempo, è necessario vincere ogni negazionismo una volta per tutte. La politica ha certamente un ruolo importante e centrale, ma non è l’unica protagonista in campo. C’è bisogno appunto di un’alleanza per mettere al riparo la Casa Comune che è in seria difficoltà e con essa sono a rischio i diritti, soprattutto dei più fragili. E anche questa alleanza sarà un tema dell’Arché Live.