Mobilio, frigorifero e lavatrice: tutto per lei e senza pagare niente. Quasi non credeva ai suoi occhi Nabilah, donna nigeriana con due figli piccoli, quando, al momento di lasciare l’appartamento di Arché per trasferirsi nell’agognata casa popolare appena assegnatale, se li è trovati di fronte alla porta di casa. Tutti insieme, gli oggetti erano il dono che Fondazione Arché le ha fatto per aiutarla nella sua nuova vita per la costruzione di una piena indipendenza.

Sono le storie di donne come Nabilah e dei suoi figli, o di Rosaria e Alì, o ancora di Lucia e Marella, a comparire nel bilancio sociale 2019 (qua nella versione sfogliabile) di Fondazione Arché e a illustrare concretamente i freddi numeri che vengono riportati nel report annuale. Insieme, parole, cifre e anche immagini, sono in grado di descrivere quello che per l’organizzazione è stato un “anno intenso, appassionato e fecondo del dono di numerosi incontri e occasioni di formazione, dalla supervisione agli approfondimenti tematici”, come lo definisce il presidente p. Giuseppe Bettoni nell’introduzione, “ma anche del dono che viene dal sostegno che riceviamo nelle forme più svariate nelle relazioni formali e informali che costituiscono l’attività primaria di Arché”.

Relazioni che costituiscono il punto focale delle attività dei volontari che, tra aziendali e non, sono stati oltre 500 nel corso del 2019. Di cui l’82%, si legge nel bilancio, erano donne che, insieme ai colleghi uomini, hanno dato una mano nell’organizzazione di eventi e nelle attività delle cinque aree di Fondazione Arché.

Relazioni che l’organizzazione è stata in grado di costruire e far durare anche con i tanti partner che l’hanno sostenuta lo scorso anno non solo nella vita di ogni giorno ma anche nella realizzazione di un progetto di lungo periodo e da tempo immaginato come la Corte di Quarto, la struttura, recentemente inaugurata a Quarto Oggiaro, che ospiterà otto nuclei mamma-bambino, tre giovani famiglie e una piccola comunità religiosa. Di tutti i sostenitori, privati, aziende e fondazioni, viene ricordato, nel bilancio sociale, l’importante sostegno.

Relazioni che costituiscono anche l’infrastruttura su cui Fondazione Arché intende muovere i passi nel futuro. All’interno della Corte infatti, come si legge nelle parti conclusive dedicate ai prossimi progetti, le protagoniste saranno le relazioni nello spazio consulenziale e di orientamento ai servizi del territorio per giovani genitori e nonni che prenderà vita nella Sala Stoppiglia. A Roma e a San Benedetto del Tronto, invece, è previsto il radicamento della rete di servizi radicati sul territorio per rispondere a situazioni di fragilità e povertà di cui sono vittime anche i bambini. Per loro e le loro mamme invece, procedono i lavori alla comunità mamma-bambino di Roma, Casa Marzia, la prima nella Capitale che si affiancherà a quelle già attive a Milano, Casa Carla e Casa Adriana.

Il bilancio sociale 2019 di Fondazione Arché è consultabile sul sito, cliccando sulla copertina sotto,  ed è disponibile nella versione cartacea, scrivendo a info@arche.it.