
Immagine realizzata da Rhea Jane Ibarra
C’era una volta Emma, un’elefantina che viveva nella savana insieme alla sua mamma.
L’elefantina Emma era gentile, dolce e simpatica e aveva preso queste doti dalla sua mamma. L’unico problema era che, a causa delle sue dimensioni, gli altri cuccioli della savana non volevano giocare con lei perché erano molto impauriti. Questo rendeva l’elefantina molto triste; la sua mamma aveva vissuto lo stesso destino molti anni prima. Questo l’aveva portata inizialmente ad assumere comportamenti poco gentili nei confronti degli altri animali e in seguito a isolarsi. Infatti anche la loro casetta era distante da quella di tutti gli altri. Un giorno arrivò un vento fortissimo che rischiava di distruggere tutte le casette degli animali della savana.
La mamma-elefante esitò un attimo e poi… si precipitò ad aiutare gli altri. Con la sua forza e con la sua imponenza riuscì a evitare il peggio! Gli altri animali della savana da quel giorno furono grati alla mamma-elefante e si resero conto che dietro le sue enormi dimensioni si nascondeva un cuore dolce. Finalmente capirono che l’apparenza non contava nulla e iniziarono a conoscersi per ciò che avevano “dentro”. La savana diventò un luogo di armonia, dove la diversità era accolta come una ricchezza e non come un motivo di divisione.
Penso che il modo più efficace per spiegare un concetto sia pensare a come lo spiegheremmo a un bambino. Da qui l’idea di scrivere una favola su un tema così importante e variegato. Il concetto di apparenza è fondamentale nel lavoro educativo: si tratta di andare costantemente “al di là” di luoghi, vestiti, modi di parlare, atteggiamenti e parole. Questi comportamenti possono essere la manifestazione esteriore di bisogni emotivi interni. È di fondamentale importanza ricercarne le cause profonde piuttosto che limitarsi a giudicarli. Se pensiamo al contesto del carcere, un sistema gerarchico, rigido e con molte regole, in alcune situazioni i detenuti assumono una sorta di “maschera” per apparire forti e distaccati; il lavoro educativo si rende, quindi, indispensabile per superare le barriere dell’apparenza.
Questo avviene tramite l’instaurarsi, nel corso del tempo, di una relazione educativa autentica e di conseguenza di un atteggiamento di fiducia reciproca. Avere fiducia vuol dire “affidarsi”, significa accettare la vicinanza di altri che potranno sostenerci e darci la forza nei momenti di difficoltà e significa poter avere qualcuno a cui chiedere consiglio e con cui confrontarsi. Il lavoro educativo consiste anche nell’aiuto nei confronti dei detenuti a riflettere sulla loro identità, su come sono stati percepiti dalla società e su come vorrebbero essere percepiti in futuro, focalizzandosi sulla consapevolezza di se stessi e sulle proprie capacità.
In questo modo l’apparenza non rappresenta più un ostacolo ma un mezzo per esprimere il proprio cambiamento e il proprio percorso di crescita, riscoprendo la propria autenticità. In qualità di educatrice di madri-detenute il mio ruolo prevede di essere genuinamente presente, offrendo sostegno ai bisogni individuali di ciascun nucleo mamma-bambino; allo stesso tempo è essenziale evitare ogni forma di giudizio sia nei confronti del reato commesso, sia rispetto alla loro scelta di portare con sé in carcere il proprio bambino, considerato che le motivazioni possono essere molteplici.
«Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi» (Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry),
ovvero: la vera bellezza delle persone risiede in ciò che hanno dentro. Sono proprio quelle caratteristiche nascoste e non immediate a renderle speciali. Il vero valore di ciò che ci circonda non si trova mai nell’aspetto esteriore, ma nell’essenza invisibile che lo definisce.
Nicole Mezzanzanica
Nelle prossime settimane pubblicheremo tutti i capitoli del “Lessico Resistente”, ciascuno accompagnato da un’immagine di Rhea Jane Ibarra.
📖 Lessico Resistente – p. Giuseppe Bettoni, Vittoria Veneroni e Giada Violanda
🫀 Abbandono – Martina Savi
⛔ Esclusione Sociale – Gloria Dentico
🥀 Indifferenza – Giada Violanda
🌱 Rinascita – Asia Cesareo
🌼 Accettazione – Vittoria Veneroni
❤️🩹 Riconoscenza – Valentina Zeghini
🛝 Attesa – Pina Pinto
🗣️ Giudizio – Sara Capelli
🖼️ Determinazione – Mariuccia Magri
☀️ Esistenza – Agnese Pirolo
🌈 Oltre – Valentina De Fazio
💧 Cambiamento – Helena Ortu
🫱🏼 Ricaduta – Elisa Cavoretto
🏠 Condivisione – Mariangela De Luca
⛰️ Possibilità – Eugenio Tagliabue
🧑🏻🤝🧑🏼 Consapevolezza – Giorgia Falanga
❤️ Razzismo – Rossella Lovecchio
🧠 Violenza – Michela Scaccia
🙌🏼 Inclusione – Paola Ciaglia
💛 Coraggio – Cristiano Valanzano




