Ventuno teste, ventuno cuori hanno contribuito a redigere l’Alfabeto di resistenza civile. Un titolo audace ma decisamente voluto e immaginato per articolare un pensiero altro in un tempo in cui l’unico linguaggio pare essere quello della violenza, della vendetta e, nel migliore dei casi, dell’indifferenza.

È tempo di resistere al menefreghismo, alla mediocrità, all’intolleranza: i suggerimenti che proponiamo sono una sorta di Alfabeto, come se dovessimo vincere un analfabetismo di ritorno che riguarda il senso civico, il bene comune, il rispetto per le differenze, la gratuità, cose affatto scontate.

Non credo che nelle nostre società la maggior parte sia gente cattiva e malvagia; mi pare prevalga piuttosto l’incapacità di elaborare pensieri che non abbiano bisogno del consenso, di articolare linguaggi che abbiano il coraggio dell’audacia e di immaginare sentieri anche nel fitto del bosco.

Perché questo accada, e non rimanga un auspicio retorico, occorrono persone che abbiano il coraggio di crederci, di studiare, di discutere, così da inoculare nel tessuto sociale, culturale, artistico e anche religioso un probiotico che fermenti speranza e fiducia.

L’ Alfabeto è un’opera sinfonica: solo insieme, condividendo, sapremo uscire dalla palude e dalla mancanza di prospettive. Solo insieme possiamo resistere alla marea montante di paura e di ansia opponendo delle paratie che sono la cultura sociale, l’economia circolare, la convivenza delle diversità, l’appartenenza democratica e, non ultima, la spiritualità della vita.

È solo un inizio: a ogni lettera si possono aggiungere altre parole, oltre quelle proposte, per continuare a nutrire una resistenza che sia davvero civile.

p. Giuseppe Bettoni
Presidente Fondazione Arché

a-come-andare

Federica Barile, autrice del capitolo, trasformata in grafica dall’illustratore Alberto Ipsilanti

Alfabeto di resistenza civile: A come Andare

Come si fa a orientarsi, ad andare avanti, quando le circostanze ci chiedono di fermarci?

Questa è la domanda che mi è stata posta da alcune madri-detenute. La detenzione obbliga a fermarsi fisicamente in un luogo, costringe il corpo ad abitare un minuscolo spazio, definisce un periodo di permanenza, ma il pensiero?

Il pensiero è lasciato libero, non viene contenuto e nemmeno arginato, ha la possibilità di viaggiare o si può assopire, può correre oppure rallentare, può essere nutrito o affamato, ma come si fa a fare in modo che non si immobilizzi? I pensieri per generarsi hanno bisogno di essere annaffiati, nutriti, coltivati e lo si può fare attraverso le interazioni, tramite le relazioni.

Dando la possibilità ai nostri pensieri di essere sfiorati, accarezzati, scombussolati dalle relazioni con l’altro ci concediamo l’opportunità di non fermare il nostro pensiero, di non immobilizzarlo come il corpo in detenzione, ma di infondergli movimento, di permettergli di andare. Lo scambio con l’altro ci permette di impreziosire il nostro immaginario, ci dà la possibilità di ascoltare nuove storie, di rivedere la nostra da nuove angolature, di metterci in discussione.

È grazie all’ascolto e alla presenza dell’altro che ci rendiamo continuamente conto di esistere e di esserci nel qui e ora. È forse lo scambio con l’altro la possibilità più alta per abbattere le mura che ci tengono fermi?

Federica Barile
Responsabile Area Oltre la Pena

Nelle prossime settimane pubblicheremo tutti i capitoli dell'”Alfabeto di resistenza civile”

🔎 B come Bisogna – Federica Berton
🌍 C come Clandestino – Ingrid Bianchetti
👅 D come Disubbidienza – Silvia Carameli
🎶 E come Empatia – Chiara Carriglio
🫂 F come Fraternità – Paolo Dell’Oca
🕊️ G come Guerra – Elena D’Andrea
🕯️ H come Ho paura – Alfio Di Mambro
🤝🏼 I come Incontro – Vincenzo Francomagro
☮️ L come Libertà – Elena Giovanardi
🤱🏽 M come Madre – Lino Latella
🧸 N come Nascita – Dalila Melissari
🌈 O come Oltre – Uli Mittermair
🧠 P come Preoccupazioni – Jacopo Palmieri
📕 Q come Quaderno – Alice Pennati
✊🏻 R come Rivoluzionare – Silvio Prandolini
💭 S come Sogni – Ilaria Quondamatteo
🌅 T come Terra – Roberta Sabbatini
💛 U come Uguaglianza – Valentina Sangregorio
🌱 V come Vivere – Emanuela Tartaglia
0️⃣ Z come Zero – Simone Zambelli

Se avete gradito la lettura dell'”Alfabeto di resistenza civile”, sappiate che in ideale continuità è stato pubblicato il “Lessico resistente”, lo trovate qua.